Sicurezza
Indagati i due pediatri
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Pietro Volpicelli il padre della piccola morta al Ceppo Nella foto in alto Helena Sotto, lingresso dellospedale L'ipotesi di reato della Procura è quella di omicidio colposo
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PISTOIA. Sono due i medici ufficialmente indagati per la morte di Helena, la bambina di quattro anni deceduta lunedì sera all'ospedale del Ceppo, probabilmente per le complicazioni di una grave forma di gastroenterite influenzale. Si tratta del pediatra che era di turno il giorno prima, domenica, al pronto soccorso e che, dopo aver visitato la piccola, l'aveva rimandata a casa valutando non fosse necessario il ricovero; e della pediatra di turno nel pomeriggio di lunedì in reparto, quando la piccola è stata invece ricoverata dopo che i genitori, all'aggravarsi delle sue condizioni, l'avevano riportata all'ospedale. L'ipotesi di reato per la quale i due medici sono stati iscritti nel registro degli indagati è quella di omicidio colposo. L'immediata iscrizione si è resa necessaria come forma di garanzia in vista dell'autopsia, che è stata eseguita ieri pomeriggio all'obitorio del Ceppo: il sostituto procuratore Giuseppe Grieco, titolare dell'inchiesta, ha incaricato il medico legale - il professor Vincenzo Nardini, anatomopatologo infantile dell'Università di Pisa - di accertare le cause della morte. Gli indagati avevano infatti la possibilità di scegliere dei propri consulenti tecnici da far assistere all'esame autoptico. E così hanno fatto. Il pediatra, attraverso il proprio avvocato di fiducia Andrea Niccolai, ha nominato il medico legale Giuliano Piliero; la sua collega, rappresentata dall'avvocato Giuseppe Cherubino, del foro di Bologna, oltre allo stesso Piliero ha nominato come consulente anche il professor Luca Ragni, pediatra cardiologo dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna. Anche l'avvocato Giuseppe Alibrandi, che rappresenta la famiglia della bambina, ha scelto un proprio perito: il professor Virgilio Carradori. È probabile che per avere le prime certezze sulle cause che hanno portato al decesso della piccola Helena Volpicelli sarà necessario attendere almeno un paio di mesi. Prima di dare un responso al pm, il medico legale dovrà attendere infatti i risultati delle analisi sui campioni prelevati nel corso dell'autopsia. Per il momento il ventaglio delle ipotesi resta ampio, anche se più alte sono le probabilità che si sia trattato di un tragico evento collegato a complicanze della gastroenterite influenzale, magari acuite dalle particolari condizioni della bambina (nata con la sindrome di Down e sottoposta all'età di 8 mesi ad un intervento al cuore per una malformazione alla valvola mitralica). Da quest'ultimo punto di vista risulta perciò significativo il fatto che il legale di uno degli indagati abbia scelto come consulente anche un pediatra cardiologo. Per il momento, comunque, tutte le ipotesi sono aperte. Dal punto di vista giudiziario, la procura dovrà stabilire se, indipendentemente dalle cause della morte, i medici abbiano agito correttamente per prevedere ed evitare il tragico evento, sia il giorno precedente al pronto soccorso che il lunedì pomeriggio nel reparto di pediatria. L'avvocato Cherubino ha fatto presente come la sua assistita sia rimasta profondamente scossa dalla morte della piccola Helena. La pediatra era rimasta di turno in reparto dalle 14 alle 20 ed aveva seguito la piccola fino al momento di smontare, quando aveva passato le consegne alla collega della notte: niente, durante il ricovero, avrebbe fatto presagire, secondo lei, un epilogo così drammatico. Il monitoraggio a cui era stata sottoposta la bambina non avrebbe mostrato parametri preoccupanti: Helena, pur lamentandosi del mal di pancia, sarebbe apparsa vigile, giocava, si alimentava e beveva. La pediatra indagata era ormai smontata e stava per uscire dal reparto quando, in corridio, aveva incontrato la madre della bambina, con la piccola in braccio, che si dirigeva verso la stanza dei medici perché la figlia stava male. Presa Helena, che pareva stesse per vomitare, l'aveva adagiata sul lettino nella stanza delle emergenze, l'aveva messa in posizione di sicurezza, su un fianco, per prevenire soffocamento in caso di rigurgito, e, lasciandola assieme a un'infermiera e alla mamma, era corsa a chiamare la collega di turno. Questione di attimi, e la situazione era precipitata. Immediatamente era stato premuto il pulsante di emergenza presente nella stanza per il pronto intervento di rianimatori ed anestesisti. La bambina era andata in arresto cardiorepiratorio. Inutili gli interventi di rianimazione, portati avanti per una quarantina di minuti. Helena Volpicelli avrebbe compiuto cinque anni il 28 dicembre prossimo. Abitava a Pistoia, al numero 69 di via IV Novembre, con il babbo Pietro, 44 anni, la mamma Maria Rita, 41, e le sorelle Grazia e Desirée, 21 e 16 anni. La piccola Helena era nata con la sindrome di Down, in una delle sue forme più lievi, ma, a parte la difficoltà nel parlare, per intelligenza, vivacità e voglia di vivere era una bambina come tutte le altre. Già la sera della tragedia i genitori si sono rivolti alla polizia, e nella notte hanno presentato un esposto in questura: secondo loro, all'ospedale, la malattia di Helena sarebbe stata sottovalutata. Sia la domenica, quando era stata rimandata a casa con la diagnosi di influenza con gastroenterite acuta e la prescrizione di lavaggi nasali, Nurofen per la febbre e, nei giorni successivi, in caso di peggioramento dei sintomi, una terapia antibiotica a base di Laudmentin. Sia il giorno dopo, lunedì, in reparto, quando, secondo loro, le condizioni di Helena, che appariva non più in sé, avrebbero imposto accertamenti più approfonditi. Adesso Pietro e la moglie Maria Rita chiedono che la procura stabilisca la verità sulla morte di Helena. Intanto, al termine dell'autopsia, la salma è stata riaffidata alla famiglia. I funerali saranno celebrati nella chiesa di San Paolo ma soltanto oggi sarà possibile conoscere data e ora. La salma della piccola Helena sarà nell'attesa composta nelle cappelle del commiato dell'ospedale, a cura del servizio funebre della Croce verde di Pistoia.
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