Il Tirreno

Pistoia

Paesi sconvolti per la morte di Miki

Elisa Valentini
La Porrettana a Pavana
◗
La Porrettana a Pavana

Il dolore dell'allenatore del pugile di 19 anni morto in uno scontro

2 MINUTI DI LETTURA





 SAMBUCA. Sgomento e incredulità a Pavana e in tutta la zona dell'alto Reno per la morte improvvisa di Michele Adduci, il giovane di appena 19 anni residente a Case Gori di Pavana morto domenica in un terribile scontro sulla statale Porrettana. Un'altra giovane vita spezzata nel giro di pochi mesi nel comune di Sambuca, dopo quella di Mattia Corradini, il quattordicenne che abitava nello stesso borgo di Case Gori ed ucciso da un'auto pirata lo scorso mese di gennaio, sempre sulla Porrettana.  Il diciannovenne di Pavana ha perso la vita nel violento incidente che si è verificato a Sibano di Marzabotto, sulla statale Porrettana, nel tardo pomeriggio di domenica. Michele si trovava in macchina con alcuni amici. Poi una sbandata e lo scontro laterale. Il ragazzo stava viaggiando sul sedile anteriore destro di una Fiat Seicento rossa insieme a tre amici. L'utilitaria, che procedeva in direzione Bologna, avrebbe sbandato nell'affrontare una curva a destra, finendo sull'altra corsia occupata da una Volvo con quattro passeggeri.  Lo scontro è stato violentissimo: Michele è morto sul colpo mentre gli amici, rimasti intrappolati nella Seicento distrutta, hanno riportato ferite gravi e sono stati trasferiti all'ospedale Maggiore di Bologna. Ferite lievi anche per i passeggeri della Volvo. Pavana, intanto, è nel silenzio. Non ci si vuol credere o, piuttosto, non ci si capacita per l'accaduto. Michele lascia il padre Giuseppe - custode presso le scuole medie di Porretta - la madre Franca - inserviente alla scuola materna di Porretta - e la sorellina.  Nato a Taranto il 12 dicembre 1991, Michele si era trasferito con la famiglia nell'abitazione di via Case Gori a Pavana, da cui si spostava per frequentare l'istituto Maria Montessori Leonardo Da Vinci a Porretta. Il ragazzo faceva parte dell'Asd Pugilistica Alto Reno, fondata nel 2005 dallo zio Emanuele Orlando, un allenatore eccezionale che gli aveva trasmesso la passione per il ring.  Michele non mancava mai in palestra: mese dopo mese stava migliorando ed era considerato una promessa della categoria "piccolini" in Emilia-Romagna. «Era un ragazzo semplice, sincero e genuino nel rapportarsi con gli altri - racconta l'allenatore in seconda Alberto Zolli - insomma aveva il carattere da sportivo e anche gli amici che erano in macchina con lui durante l'incidente sono compagni di palestra».  Poi, con la voce commossa, aggiunge «La boxe era la passione della sua vita e passava molto tempo ad allenarsi con noi. Non si può dire quanto gli volevamo bene, per noi è stato come perdere un figlio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa