Sicurezza
Ieri i funerali del 51enne imprenditore del mobile stroncato da un malore
Una folla per l'addio a Roberto Bardi
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Un momento della messa funebre 2 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. Tantissime persone ieri pomeriggio hanno affollato la chiesa di Santa Maria Assunta per dare l'ultimo saluto a Roberto Bardi, 51 anni, titolare insieme ai fratelli Massimo e Luca dello storico mobilificio di Olmi, Bardi spa. Roberto Bardi è morto nella notte tra mercoledì e giovedì a Verona. A Verona si era recato per il periodico controllo all'ospedale dopo il trapianto di cuore subito lo scorso luglio. I medici, insospettiti della sua assenza alla visita, hanno allertato la famiglia e dopo poco è stato trovato senza vita nel letto della struttura in cui solitamente trascorreva la notte prima dei controlli. Ieri pomeriggio, i funerali, in una chiesa affollatissima: tanti gli amici, i conoscenti, i rappresentanti del mondo delle istituzioni e dell'imprenditoria quarratina e pistoiese. Presenti i fratelli, la moglie Letizia e la mamma Giuliana. Toccante l'omelia di don Mauro Baldi che ha ricordato i due grandi "segni" lasciati da Roberto Bardi: la dedizione al lavoro e la lotta per la vita. «Ognuno di noi - ha affermato don Mauro Baldi - ha un ricordo personale di Roberto. Ogni persona nel suo trascorrere lascia qualcosa alla storia degli uomini. Spesso siamo abituati a pensare ai grandi, ma anche il più semplice degli uomini non passa invano. Roberto ha lasciato due grandi segni. Il primo è la sua dedizione al lavoro». Roberto Bardi, appena ripreso dal trapianto, ha ricominciato a lavorare nell'azienda di famiglia, fondata dal padre Gino. «Roberto è morto lavorando. È morto in prima linea per adempiere alla sua missione sul lavoro anche perché gli altri (i lavoratori) potessero usufruirne. Intendere il lavoro come servizio che si dà agli altri è molto importante». Don Mauro si è soffermato anche sulla lotta di Roberto contro la malattia. «Per sei anni ha lottato. Una lotta intesa non come un desiderio egoistico di rimanere qui a tutti i costi, ma come segno di amore per la vita». M.Q.
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