Il Tirreno

Pistoia

Costretti a viaggiare in piedi

Niente più pullman ma autobus per raggiungere Firenze
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Niente più pullman ma autobus per raggiungere Firenze

Pullman per Firenze sostituiti da autobus urbani

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 QUARRATA. I collegamenti tra Firenze e Quarrata sono al collasso. I tanti pendolari che dalla città del mobile (ma anche da Pistoia o da altre zone della Piana) devono, ogni giorno, andare e tornare dal capoluogo toscano, non ne possono più. Come dice chiaramente in una lettera inviata al nostro giornale una di loro.  Valentina Paoli denuncia un ulteriore peggioramento: l'uso di mezzi urbani lungo una tratta extraurbana.  Da lunedì scorso, infatti, il Copit ha cancellato i pullman extraurbani, quelli che almeno consentivano di stare seduti lungo il tragitto che, fra Quarrata e Firenze, può durare ben più di un'ora e mezzo, e li ha sostituiti con mezzi da città. In altri termini: le tariffe sono extraurbane, ma i mezzi sono urbani, quelli in cui ci possono stare sedute appena fra le 15 e le 25 persone. Gli altri, tutti in piedi.  «Chi scrive - lamenta Valentina Paoli - è una cittadina di Poggio a Caiano che lavora a Firenze, come tante altre persone che abitano fra Pistoia e Firenze lungo le varie località attraversate dalla Strada statale 66 (Olmi, Quarrata, Seano, Santangelo a Lecore, solo per citarne alcune), senza considerare tutti gli studenti e le persone si spostano lungo questa direttrice altri motivi personali. Finora il servizio fornito dalle autolinee Copit non è mai stato un grosso problema, se vogliamo escludere naturalmente i continui ritardi e un'offerta non già propriamente ricca, visto che, per esempio, l'ultima corsa da Firenze parte alle 21».  «Da lunedì 9 maggio però - prosegue - noi tutti, pendolari e non, abbiamo trovato la bella sorpresa di un servizio che anziché intensificarsi è stato non solo ridotto in modo drastico ma anche sostituito con vetture assolutamente non adeguate alla tratta percorsa. Ciò in assoluta contraddizione con gli inviti delle amministrazioni pubbliche ad usare il trasporto pubblico sia per una questione di ecologia che di risparmio, in assoluta contraddizione con la tendenza evidente all'aumento della popolazione e quindi degli utenti dei trasporti, oltre che a discapito della produttività della popolazione e della qualità della vita».  La nostra lettrice spiega che l'attuale orario del Copit prevede corse ogni ora anziché ogni 20-30 minuti, con il conseguente concentramento di tutti gli utenti di più corse in una sola.  «Non solo - accusa - ma i pullman sono stati sostituiti con automezzi del tipo utilizzato nel trasporto urbano. Come è possibile anche solo concepire di far fare un viaggio di 50 minuti e anche un'ora e mezzo a seconda della destinazione non solo in piedi ma anche ammassati come in carri bestiame? Come è possibile concepire di fornire oggi in un'area metropolitana vasta come è la Fi-Po-Pt un collegamento fra due città maggiori solo ogni ora? Come è possibile pensare di far viaggiare persone anziane, persone stanche, comunque rispettabili cittadini in condizioni di stivatura da negrieri? Una condizione di trasporto quasi paragonabile a quella della regione del Bas-Congo, dove la sottoscritta è stata: lì, come qui, si aspetta che passi qualcosa e prima o poi questo qualcosa passa, ma lì almeno le persone si portano dietro seggiolini di fortuna: dovremo fare lo stesso?».  «Spero vivamente - conclude Valentina Paoli - che si tratti di un errore (grave) di stima, o di una svista (enorme) dell'amministrazione, di un calcolo sbagliato (e di parecchio), per non dovermi vergognare di essere toscana, di essere italiana e soprattutto per non pensare di essere, insieme a tutti i miei concittadini, presa spudoratamente in giro e lesa nella mia dignità.

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