Il Tirreno

Pistoia

Mezzo secolo in aiuto di chi soffre

Luca Giuntini
Festa dell’Avis di Quarrata davanti all’ospedale di Pistoia nel 1970 Nella foto piccola la storica auto-emoteca
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Festa dell’Avis di Quarrata davanti all’ospedale di Pistoia nel 1970 Nella foto piccola la storica auto-emoteca

«Quando con l'auto-emoteca aspettavamo che la messa finisse»

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 QUARRATA. Cinquant'anni sono tanti. In mezzo secolo di vita si affrontano molti cambiamenti, si avvicendano migliaia di volontari e di donatori, che, in maniera anonima e con altruismo, donano una parte di se stessi per il bene degli altri.  Ma per crescere bene e raggiungere traguardi importanti un'associazione deve anche avere basi solide. Le fondamenta sulle quali la sezione Avis di Quarrata ha costruito i suoi cinquant'anni di solidarietà rispondono al nome di tre persone: le sorelle Carla e Luciana Pecorini e il dottor Athos Capecchi.  La sezione Avis di Quarrata nasce ufficialmente il 1º luglio 1961 alle ore 22,30: tra i fondatori c'è anche Ulderigo Fabbri, noto a tutti come "Ghighi". Sarà proprio lui, primo presidente nella storia della sezione, a coinvolgere le sorelle Pecorini e, soprattutto, Athos Capecchi. «Sapevo che Ghighi era un donatore dell'Avis ma non eravamo amici - ricorda Capecchi - E' stato lui il primo a pensare di fondare una sezione a Quarrata: mi tampinava continuamente perché sapeva che lavoravo come medico all'ospedale Caselli e che gestivo il gabinetto di analisi nei sotterranei della struttura. Inizialmente non presi molto in considerazione il suo progetto di aprire l'Avis a Quarrata perché l'attività ospedaliera mi lasciava poco tempo libero. Piano piano però mi lasciai convincere e cominciammo una vera e propria peregrinazione per le Case del popolo del territorio».  Ghighi e Capecchi cominciano un tour nei luoghi di aggregazione per parlare della necessità della donazione di sangue: frequentano circoli, fiere di paese, persino le messe, aspettandone la fine e piazzandosi con l'auto-emoteca fuori dalla chiesa per informare le persone ed effettuare i prelievi.  La partecipazione e l'interesse delle persone portano alla nascita della sezione Avis di Quarrata nei locali del Caselli, dove si trova tutt'oggi. E nel marzo 1962 il dottor Capecchi ne diventa direttore sanitario, ruolo che, a distanza di 49 anni, ricopre ancora: «Un volontario da guinness dei primati - afferma il presidente Paolo Fabbri - che ha sempre lavorato con professionalità senza volere in cambio nemmeno un euro».  Il coinvolgimento di Carla e Luciana Pecorini arriva nel 1962, sempre per mano di Ghighi. «Un pomeriggio suonano alla porta di casa e vedo quest'uomo zoppo, con una gamba più corta dell'altra - racconta Carla - Era Ghighi e stava reclutando volontari per l'Avis di Quarrata. Andò a finire che sia io che mia sorella Luciana accettammo. Il nostro impegno è cominciato così».  Da allora le due sorelle Pecorini iniziano il loro impegno. Carla in particolare diventerà, oltre che presidente della sezione, figura insostituibile e carismatica dell'Avis di Quarrata.  Impossibile dar conto di tutti gli eventi accaduti in 50 anni di storia: tra i più "folkloristici" ricordiamo la sostituzione, nel '74, del "buono bistecca" (che dava diritto a una fettina di carne da ritirare in una macelleria di Olmi) con il "buono colazione" offerto nel post-donazione; tra i più significativi, il coinvolgimento, a partire dalla fine degli anni '80, dei ragazzi delle medie per informarli dell'attività dell'Avis e dell'importanza della donazione.  Oggi la sezione vive grazie all'attività dei volontari, all'impegno della dottoressa Franca Gheri e di tutto il personale medico e infermieristico: «In tutti questi anni ho visto tante persone impegnarsi per svolgere compiti umili e poco visibili ma che hanno consentito la crescita dell'Avis - conclude il presidente Paolo Fabbri - Un grazie di cuore a tutti, donatori, medici e infermieri, per averci spronato a migliorare e a raggiungere obiettivi importanti come i 50 anni di attività».

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