Toscana
La Fondazione acquisisce il 20% del Cespevi
Eugenio Fagnoni
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Lassemblea della Fondazione Caript al centro il prof. Paci 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. La Fondazione subentra nella quota di capitale sociale (pari al 20%) del Cespevi, che fino ad oggi era detenuta dalla Cassa di risparmio che insieme alla Camera di commercio, alla quale rimane il restante 80%, costituì il Centro sperimentale del vivaismo. Il Cespevi oggi è punto di riferimento per tutto il mondo produttivo locale e nazionale del verde e per le università toscane e centri di ricerca italiani e stranieri. Attualmente al Cespevi c'è la sede del Distretto vivaistico e dall'Associazione vivaisti pistoiesi, che unisce 200 imprese grandi e medio/piccole. Il prof. Paci, che si era detto disponibile ad acquisire il capitale sociale del Cespevi, detenuto dalla Caript, purché vi fossero le condizioni e questo passaggio fosse richiesto durante l'assemblea dei soci, ne ha data la notizia ufficiale nel corso dell'incontro annuale durante il quale sono stati presentati alle istituzioni pubbliche, religiose e socio/economiche, i risultati degli interventi attuati nel 2010 e gli orientamenti di continuità e di innovazione che la Fondazione intende perseguire, puntando molto a sollecitare la realtà locale a presentare proposte di interventi, anche importanti economicamente, che assicurino lo sviluppo locale. Il passaggio di proprietà del Cespevi è stato motivato come un segnale per il mondo del vivaismo locale, che è un asse portante dell'economia, di contribuire allo sviluppo di questo comparto specializzato, purchè la stessa volontà sia condivisa dalla Camera di commercio. Il mondo rurale, a botta calda commenta con grande favore la notizia. Soddisfatto il direttore provinciale della Cia, Alessio Livi: «È una notizia che rasserena tutto il mondo del vivaismo locale e nazionale, poiché il Cespevi, dove si trova la più importante banca del germoplasma nazionale, è un punto di riferimento molto qualificato per tutto il comparto e per il mondo della ricerca universitaria e dell'imprenditoria privata». Ma nel suo intervento il prof. Paci, oltre a riferire i dettagli di bilancio e la consistenza patrimoniale dell'ente, ha sollevato alcuni interrogativi sul futuro del polo universitario Uniser, affermando che lo stesso, nel 2002 era stato voluto non solo per dare opportunità di cultura professionale legata al contesto territoriale, ma anche per fornire opportunità culturali diverse che fossero poi fonte di sviluppo. «Ma notizie recentissime - ha detto Paci- ci dicono che alcuni corsi di laurea sono destinati a ridursi. Si tratta di verificarne a breve la veridicità» e per questo il presidente ha fatto appello al sindaco che era presente all'assemblea. Il presidente ha concluso affermando che il rapporto con Intesa San Paolo è prossimo ad un esito o positivo o negativo ed ha definito sogni irrealizzati ed ora problematici quelli di fare nell'edificio del San Lorenzo un museo unico di tutta l'arte locale e di arrivare alla ristrutturazione della Fortezza di Santa Barbara. Il sindaco Renzo Berti, nel suo intervento ha giudicato molto positivo l'intervento della Fondazione nel Cespevi, un complesso da inserire nello sviluppo di tutta l'area coinvolta. Ha quindi individuato possibilità di svolte positive, per la Fortezza, nel contesto dei decreti attuativi del federalismo demaniale che potrebbero portare ad un trasferimento di questi beni all'ente locale. Berti sul polo universitario Uniser ha rivelato di avere avuto - nella mattinata di ieri - un colloquio col rettore Tesi, che lo ha rassicurato che al momento, per Uniser le cose non sono compromesse. Tuttavia il sindaco Berti ha chiesto al rettore che ogni mossa sul polo universitario venga discussa e condivisa con gli enti che ne sostengono l'attività.
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