Il Tirreno

Pistoia

Dopo gli anni di ritardi nelle consegne, ora è sotto accusa la qualità dei treni italiani

Breda, è di nuovo emergenza Ic4

Fabio Calamati
I treni in attesa di essere consegnati, sul piazzale Breda. In alto, un Ic4
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I treni in attesa di essere consegnati, sul piazzale Breda. In alto, un Ic4

Le ferrovie danesi stanno valutando se rescindere il contratto

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 PISTOIA. La notizia è esplosa come una bomba al di là dei cancelli di AnsaldoBreda. Le ferrovie danesi, Dsb in sigla, stanno seriamente valutando di rescindere il contratto per la fornitura dei 106 treni Intercity diesel Ic4. Dopo gli anni di polemiche per i ritardi nelle consegne, ora sotto accusa c'è la qualità dei treni.  La commessa della Dsb vale circa 700 milioni di euro: per l'azienda pistoiese sarebbe una mazzata probabilmente letale. A ridare fuoco alle polveri di un incendio che ad AnsaldoBreda si contava di aver già domato è stato, due giorni fa, il ministro danese dei trasporti Hans Christian Schmidt. «Valuteremo, con l'aiuto degli avvocati - ha detto in una conferenza stampale possibilità di rescindere il contratto e le conseguenze finanziarie».  Schmidt aveva sul tavolo l'ultimo rapporto della Dsb sui treni italiani, presentato all'inizio della settimana alla commissione trasporti del parlamento danese. Nel rapporto si mette in luce una lunga serie di problemi tecnici sui treni italiani: in particolare sui sistemi di risaldamento, su quelli di informazioni ai passeggeri, sulle porte e le batterie.  Inoltre - secondo quanto riferiscono i quotidiani danesi - Dsb si sarebbe lamentata perché gli Ic4 riescono a circolare al massimo per 2.000 km prima di dover rientrare in officina per riparazioni. L'intervallo previsto avrebbe dovuto essere invece di 20.000 km.  Di qui la decisione del Ministero di rivolgersi al team di avvocati esterni, che ora avrà tempo fino ad agosto per valutare il da farsi, dopo di che il governo e Dsb prenderanno le loro decisioni.  Inutile dire che se Dsb rescindesse il contratto, per AnsaldoBreda sarebbe una catastrofe: l'accordo stilato nel maggio 2009 - che sembrava aver chiuso gli anni di polemiche precedenti - fissava in 135.000 euro la penale da corrispondere per ciascun mese di ritardo nella consegna di ogni treno. E finora i convogli spediti in Danimarca sono solo 42.  L'azienda ferroviaria napoletano-pistoiese ha appena chiuso il bilancio 2010 in perdita di 80 milioni di euro, ma la vittoria nella maxi-commessa per i nuovi treni Fs ad alta velocità ne aveva rilanciato immagine e prospettive economiche. Ora il ritorno del fantasma dei treni danesi, che dal 2004 al 2009 sono stati un incubo per dirigenti e lavoratori di via Ciliegiole, rischia di rimettere tutto in discussione.  Va precisato che non è la prima volta che Dsb minaccia di rescindere il contratto, atto però mai compiuto finora. Inoltre c'è da considerare che in Danimarca tra poco si vota e il governo liberal-conservatore potrebbe sfruttuare elettoralmente il pugno duro contro AnsaldoBreda, che per anni sui media danesi è stata dipinta come "l'azienda dello scandalo Ic4" quando i treni promessi non arrivavano. Infine va notato che i difetti sollevati nel rapporto di Dsb non appaiono strutturali, tali da giustificare la rescissione di un contratto.  Intanto, comunque, la preoccupazione è a mille. Come sempre da AnsaldoBreda non arrivano commenti ufficiali: l'azienda sta esaminando il dossier e nei prossimi giorni prenderà le sue decisioni.

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