Sicurezza
Il sindacato di base: «Servono solo a fare la classifica delle scuole»
Cobas contro i "quiz-truffa" Invalsi
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PISTOIA. "Chi fa i quiz Invalsi avvelena anche te: digli di smettere". Con questo esplicito invito i Cobas pistoiesi, con una nota firmata dal portavoce provinciale Carlo Dami, hanno preso posizione nei giorni scorsi contro i quiz voluti dal ministro Maria Stella Gelmini, quiz svoltisi a partire dal 10 maggio con alterne fortune (vedi Il Tirreno di ieri) anche nelle scuole pistoiesi. Per quanto riguarda le superiori, ad esempio, all'istituto Einaudi le prove non si sono svolte e allo scientifico sono state sottoposte solo a due classi in tutta la scuola. «I quiz Invalsi - scrive Dami - insultano la scuola pubblica, ogni didattica di qualità, la professionalità dei docenti e qualsiasi serio apprendimento da parte degli studenti. I quiz saranno usati per classificare le scuole, i docenti, gli studenti, e per differenziare gli stipendi degli insegnanti. Impediamo l'interruzione illegale della didattica e lo svolgimento dei quiz nelle scuole: e comunque evitiamo in ogni modo di parteciparvi». Dami ricorda che lo stesso Ministero ha finito con il fare marcia indietro sui quiz, invitando i presidi, il 20 aprile scorso, a far deliberare l'effettuazione delle prove dal collegio docenti e che quest'ultimo avrebbe potuto opporsi senza commettere illegalità ma assumendo solo una decisione definita "impropria". Carlo Dami, esprimendo la posizione dei Cobas nazionali, non esista a qualificare tutta la vicenda come una "truffa", che i Cobas hanno avuto il merito di smascherare per primi.
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