Il Tirreno

Pistoia

Le prove volute dal ministro Gelmini hanno sollevato polemiche e mugugni

Test a corrente alternata

Tiziana Gori
Studenti di una scuola superiore impegnati in una prova
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Studenti di una scuola superiore impegnati in una prova

Allo scientifico fatti in 2 classi, all'Einaudi in nessuna

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 PISTOIA. Il test Invalsi ha diviso in due le scuole superiori pistoiesi. All'istituto Einaudi non sono stati nemmeno consegnati i test agli studenti. Al liceo scientifico Duca d'Aosta le verifiche sono state fatte solo dalle due classi campione. Tutto regolare in altre scuole, ma la prova voluta dal ministro Gelmini non ha mancato di sollevare l'ennesimo polverone di polemiche.  Sono quasi due milioni, secondo il Ministero dell'Istruzione, università e ricerca, gli studenti delle scuole superiori italiane coinvolti nel test messo a punto dall'Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione). I quiz dell'Istituto, già usati da alcuni anni per la rilevazione dell'apprendimento nelle scuole primarie e medie, quest'anno hanno riguardato in forma sperimentale anche le seconde classi delle scuole superiori.  Una decisione che ha suscitato perplessità nel mondo docente e tra gli stessi studenti. Primo, perché la decisione del Ministero è stata comunicata solo a gennaio, quando le scuole avevano già definito il proprio piano di offerta formativa (per correggere i test gli istituti devono attingere a propri fondi pagando gli straordinari ai docenti e non tutti hanno le risorse). Secondo, perché, sostengono Franco Buralli della Cgil scuola e la collega Alessandra Biagini della Cisl, non si può ridurre una prova culturale e logica a un quiz, con dei test uguali da Milano a Palermo per gli istituti industriali come per i licei classici. Soprattutto se, è il timore, i risultati serviranno per classificare scuole, docenti, studenti e differenziare le buste paga degli insegnanti.  Non tutto è filato liscio. Anzi. All'istituto professionale per i servizi commerciali e turistici Einaudi il collegio docenti si è riunito due volte. «Entrambe le volte - spiega il dirigente Giovanni Marrucchi - esprimendosi in maniera negativa». Con percentuali bulgare: circa 70 docenti, su un totale di 80, contrari alla consegna - somministrazione, come si dice in gergo tecnico - e correzione dei test nella prima riunione, saliti a 75 nella seconda. Risultato, nelle sette classi seconde dell'Einaudi i test non sono stati eseguiti.  Levata di scudi anche al liceo scientifico Duca d'Aosta. «Il collegio dei docenti - spiega il dirigente Alessandro Rabuzzi - ha deciso all'unanimità di non collaborare». I test sono stati svolti nelle due classi campione, mentre nelle altre cinque i docenti si sono rifiutati di somministrare le prove. Che consistevano, lo ricordiamo, in una prova d'italiano e matematica (un'ora e mezza il tempo a disposizione per gli studenti), e nel questionario dello studente, un quiz che ha suscitato non poche perplessità perché secondo i sindacati può contenere profili lesivi della privacy.  Mugugni anche all'istituto tecnico Silvano Fedi. «Non ci sono stati problemi nella somministrazione - spiega il dirigente Angelo Borchi -. Un solo insegnante, in sette classi, aveva manifestato un iniziale dissenso, poi le prove sono state eseguite regolarmente. Per la correzione ho informato i docenti, tramite una circolare, che hanno tempo tre giorni per dare la loro collaborazione volontaria. Ma già in sei, su dodici insegnanti di italiano, hanno fatto sapere di non essere disponibili».  «Una parte del collegio - afferma Ivo Torrigiani, dirigente del liceo classico Forteguerri - non ha condiviso la scelta dei test. Avevamo due classi campione, nove in totale. Nelle classi campione gli osservatori Invalsi hanno già corretto e inviato in via telematica al Miur i risultati. Nelle altre classi sarà compito dei docenti provvedere alla correzione». Considerato che una parte degli insegnanti si è detta contraria, non è escluso che alcune correzioni non vengano fatte.  Stesse perplessità all'istituto tecnico commerciale sperimentale Pacini dove, informa il vicepreside Paolo Vaccai, il test si è svolto regolarmente nelle due classi campione e nelle altre dieci classe seconde ma dove il corpo docente ha manifestato dubbi sull'effettiva validità della prova come strumento di valutazione.  Nessun boicattaggio al liceo artistico Petrocchi, che aveva una classe campione (nella sede distaccata di Quarrata). Nelle altre cinque classi seconde di Pistoia il test è stato eseguito. Così anche nelle tre classi dell'istituto tecnico per geometri Enrico Fermi, nelle sei classi dell'istituto professionale per l'industria e l'artigianato Pacinotti, e nelle tre dell'istituto professionale per l'agricoltura De' Franceschi.

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