Il Tirreno

Pistoia

Giornata dell’economia. Le tre Camere di commercio di Pistoia, Prato e Firenze

Crisi e ripresa nel cuore della Toscana

Stefano Morandi
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Stefano Morandi

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 PISTOIA. Dal punto di vista economico le province di Firenze, Prato e Pistoia hanno molto in comune, sono già integrate tra loro e ancora di più potrebbero esserlo se il sistema delle infrastrutture fosse adeguato.  Questo il succo della "Giornata dell'economia" 2011, che quest'anno - per la prima volta - le tre Camere di commercio dell'area metropolitana hanno organizzato insieme, incontrandosi a Prato. È stato il direttore dell'Irpet, l'istituto economico regionale, Stefano Casini Benvenuti, a tracciare l'identikit economico dell'area. Caratterizzata - ha sottolineato - da elevato Pil procapite, forte apertura verso l'estero, saldo commerciale positivo.  Una vivacità economica che frutta all'area Firenze-Prato-Pistoia anche un tasso di occupazione del 66,4% contro il 62% del resto della regione, e allo stesso tempo un tasso di disoccupazione più basso, ovvero un 5,5% contro il 6,5% delle altre aree della Toscana.  Ma la crisi ha colpito duro anche qui, nel cuore della Toscana. Nel corso del biennio 2008/2009 il valore aggiunto dell'area è infatti calato molto di più che nel resto della regione, provocando una caduta occupazionale che si è tradotta nella perdita di quasi 35 mila posti di lavoro.  «È necessario lavorare di concerto per completare velocemente le infrastrutture di cui necessita l'area metropolitana - ha affermato Carlo Longo, presidente della Camera di commercio di Prato - e così rilanciare la competitività dell'area, in modo che possa tenere il passo con i grandi distretti manifatturieri».  «I punti di forza dell'Area Firenze Prato Pistoia sono un dato di fatto che costituisce la storia e l'identità del nostro territorio - ha ribadito Stefano Morandi, presidente della Camera di commercio di Pistoia - ma non possiamo ignorare che il nostro modello di sviluppo è incentrato su settori industriali tradizionali e gestito da una generazione di imprenditori che nella media si pone su classi di età elevate. Sono necessari, pertanto, interventi che favoriscano da un lato innovazione di prodotti e di processi e dall'altro adeguate politiche di formazione rivolta ai giovani».

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