Il Tirreno

Pistoia

Divisioni e perplessità trasversali nel primo consiglio della Comunità Montana dopo l’ammanco

Bocciata la commissione su Sichi

Il consiglio della Comunità montana con gli assessori sindaci
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Il consiglio della Comunità montana con gli assessori sindaci

Si presenta il super-esperto: «Bisogna formare il personale interno»

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S.MARCELLO. Chi si aspettava delle novità è rimasto deluso dall'assise della Comunità Montana convocata martedì e presieduta da Carluccio Ceccarelli. Nessuno si è sbottonato nell'attesissimo primo consiglio pubblico dopo "l'affaire Sichi". I consiglieri presenti hanno più o meno ripetuto - stavolta in sede istituzionale- ciò che è già apparso sulla stampa locale. Mentre l'unica vera novità, una commissione d'inchiesta interna proposta dal rappresentante di Sambuca Dino Borgognoni (Lega), è morta sul nascere. Gli interventi principali sono avvenuti nelle comunicazioni di rito, fatto insolito che ha sollevato qualche dubbio da parte dei consiglieri. Giuseppe Montagna, esponente di Futuro e Libertà, ha chiesto maggiore chiarezza sui fatti. «Mi sarei aspettato che qualcuno della giunta dei sindaci dicesse come e perché è successo e, soprattutto, a quanto ammonta l'ammanco dell'ente. Le procedure non hanno funzionato. Ogni 3 mesi si fanno i controlli, ma il revisore dei conti e il tesoriere della banca avranno o no qualche responsabilità?». Questa la prima domanda nell'ambito di un intervento prettamente politico poiché, sottolinea Montagna, «la politica è coinvolta. Non so se l'ente necessita di un nuovo ragioniere e non si capisce come mai il bilancio della Comunità Montana sia sempre stato in mano ad una sola persona. Mi sarei aspettato una risposta, ma nessuno l'ha detto». Nemmeno Luca Eller Vainecher, presentato alla stampa e al pubblico dal presidente Ceccarelli come il "super esperto" chiamato in soccorso dell'ente comunitario per cercare di sbrogliare la matassa e capire come un ammanco di tale portata, è potuto passare inosservato nel corso degli anni: «Ci vuole pazienza e attenzione, ma per adesso non posso dire di più riguardo alle indagini. Esiste il segreto istruttorio, anche se capisco l'interesse di stampa e cittadini a sapere in fretta come tutto è stato possibile». Quanto al metodo, «la mia è un'attività e non una consulenza. Serve un lavoro di ricerca, analisi e approfondimento per comprendere bene e arrivare a risultati concreti. Inoltre - conclude Eller - bisogna rivisitare gli strumenti interni formando anche il personale». Di difetti procedurali ha parlato Luca Bernardi, vice-presidente della Comunità Montana e sindaco di Marliana: «bisogna rivedere le regole e non ripetere eccessi di fiducia come accaduto nei confronti di Giuliano Sichi». «Massimo rigore nelle indagini» è la linea dura auspicata da Valerio Sichi, capogruppo del centro-sinistra in seno all'ente comunitario. «L'offesa che è stata fatta alla cittadinanza e all'ente è gravissima, queste cose non abitano in montagna, ma purtroppo sono accadute».  Intanto l'ente da ieri ha un nuovo ragioniere a contratto. Mentre l'assise ha votato, a scrutinio segreto, per il nuovo revisore dei conti poiché il precedente si era dimesso poco dopo l' "affaire Sichi". Si tratta di Paolo Poli, ma anche qui non sono mancate le sorprese. La sua nomina è avvenuta con 17 voti a favore, mentre 3 sono state le schede bianche.

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