Il dolore
Sos per la Montagna stop immediato all'emorragia di servizi
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Due momenti del convegno di Sambuca sul futuro della Montagna pistoiese Appello a più voci al convegno di Sambuca Il sindaco: «Dare risposte alle richieste dei cittadini»
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SAMBUCA. "Vivere in montagna, il tramonto di un'identità tradizionale o barlumi di una nuova rinascita?": questo il titolo dato ad una importante giornata di dibattito e riflessione, organizzata dal sindaco di Sambuca Pistoiese con la collaborazione di Lagambiente, B&B Mulino di Chicon e Pro Loco di Pavana nell'ambito della manifestazione "Voler bene all'Italia-Piccola grande Italia". Numeroso il pubblico: moltissime persone, giovani e non, tutti attentissimi ai temi affrontati dai diversi relatori. E' stato il sindaco ad esordire ricordando le iniziative intraprese dalla sua amministrazione nei confronti dei cittadini: «Anche in presenza di una crisi economica che coinvolge le istituzioni a più livelli, è indispensabile tentare di dare risposte alle richieste avanzate dalla popolazione. Sappiamo tutti che non è facile, ma dobbiamo provarci. Come dobbiamo difendere ciò che c'è, come l'ospedale di San Marcello, pur vedendo che la realtà intorno a noi è cambiata e sta cambiando. Il nuovo ospedale di Pistoia avrà 15-16 sale operatorie e quello di Porretta ne ha già 4-5». A queste affermazioni ha aggiunto qualche osservazione Simone Fini, dirigente Asl: «Ho accettato l'incarico di seguire i problemi della sanità in montagna, ma è una sfida difficile a causa della diminuzione delle risorse economiche disponibili. Dobbiamo spingere per un maggiore coordinamento fra le diverse associazioni e fare tesoro delle risorse. Per l'ospedale di San Marcello si prospetta, non certo una chiusura, ma una rimodulazione dei servizi». Lo scrittore, Federico Pagliai, si è chiesto se davvero tutti vogliono bene alla montagna e quanti siano ad essa veramente attaccati. «Ho scritto libri per salvare momenti e ricordi della montagna, essa non è al tramonto» ha aggiunto il suo collega Daniele Amicarella. E' stata poi la volta di Sauro Ducci, presidente del Cai Montagna Pistoiesi: «Dalla montagna stanno scomparendo troppe cose: la Fap, le corse del treno della Porrettana, l'ospedale... Le emorragie vanno subito tamponate. La Regione Toscana deve riconoscere il nostro territorio». Antonio Sessa, di Legambiente Pistoia, ha rilevato che «la montagna manca di un marketing. Il parco delle Limentre lo avrebbe dato. E' vero che mancano i soldi, ma la politica fa poco per la montagna». Fuori dal coro l'intervento di Piero Balletti: «Sono un montanaro di adozione, ma molto ho vissuto in montagna. Ricordo la vita grama di una volta, ma da allora è passato tanto tempo. Oggi chi vive in montagna ha raggiunto un soddisfacente grado di benessere; c'è un adeguata servizio medico, i ragazzi frequentano la scuola dell'obbligo, tutti i pubblici servizi sono garantiti e soddisfacenti, tutti hanno televisione e internet... Poco o nulla abbiamo da invidiare ai cittadini che devono quotidianamente combattere con il caos del traffico, con la ricerca di un parcheggio, con una micro (o macro) delinquenza. Osservando certe megalopoli, si è portati a pensare di vivere in un'isola felice. E' vero che si sono perdute vecchie tradizioni, antichi cibi che non conoscevano adulterazioni, ma ritengo privilegiati coloro che qui vivono». Prima che Marco Mucci, dello Slow Food, allestisse un banchetto con cibi locali e genuini, il sindaco e Fernando Baldi, del Corpo Forestale dello Stato, hanno conferito, rispettivamente a Simona Fedi, della Polizia municipale di Sambuca, e all'agente Domenico Medici, del Corpo Forestale dello Stato, un elogio per l'azione svolta nel contrasto all'abbandono, da parte dei soliti maleducati, di rifiuti in zone non autorizzate.
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