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Pistoia

La Banca di Pistoia scopre Google

Marta Quilici
A fianco la sede centrale della Banca di Pistoia sotto Alessio Gori
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A fianco la sede centrale della Banca di Pistoia sotto Alessio Gori

Tutta la posta elettronica attraverso il motore di ricerca americano

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 PISTOIA. Unica banca tra i relatori, la Bcc di Pistoia l'8 giugno sarà al convegno nazionale di Google a Milano. Parleranno Alessio Gori, responsabile prodotti specialistici e centro mercato della banca e Alessio Fedi, responsabile dell'organizzazione. Il motivo di tanto interesse per la Banca di Pistoia da parte del colosso informatico è la scelta da parte dell'istituto di credito di piazza Treviso, di abbandonare il vecchio sistema di posta elettronica interno e affidarsi alla nuova frontiera della rete.  La banca, infatti, ha cominciato a utilizzare il servizio di posta elettronica di Google per tutte le caselle email dei propri dipendenti, filiali, uffici e amministratori. Se prima, ogni casella email di ogni dipendente era legata a un solo e unico computer, adesso la posta elettronica è semplicemente in rete e quindi accessibile da qualunque postazione, basta avere l'"Id" e la "password". Il vantaggio è chiaro: la posta è consultabile anche da un telefonino, da fuori sede, eventualmente anche da casa. Circa 130 caselle di posta elettronica personali e una trentina di caselle di uffici e filiali sono ora sotto l'ombrello protettivo di Google.  Già, perché, se qualcuno avesse dei dubbi sulla sicurezza di questo sistema o sul rispetto della riservatezza di alcuni dati (e quando si parla di banche la questione non è di poco conto) i tecnici della banca sono pronti a smentirlo con un dato.  «Google - spiega Alessio Gori - garantisce filtri anti-spam, anti-virus, anti-fishing per una protezione assicurata superiore al 99%: si sfiora in pratica il 100%. Inoltre si affida a un'altra società "Postini" che effettua un ulteriore controllo. Google ha un sistema di sicurezza informatica di gran lunga superiore a quello che può offrire una banca».  In Italia la Banca di Pistoia è probabilmente il primo istituto bancario ad aver adottato un sistema di questo tipo.  «Non mi spingo a dire che siamo la prima - spiega Gori -, ma sicuramente siamo l'unica presente al convegno milanese».  La banca è infatti già stata contattata da altri istituti di credito di dimensioni ben superiori alla Bcc che hanno chiesto informazioni sul sistema adottato.  Il percorso parte da lontano.  «All'inizio del 2008 - spiega Alessio Gori - abbiamo effettuato il processo di "virtualizzazione" dei servizi: abbiamo cioè concentrato quelli offerti da 11 diversi server presenti all'interno della banca in una sola macchina più potente. Questo ci ha permesso di risparmiare su manutenzione, energia, hardware, ecc. Del computer "super potente" abbiamo inoltre una copia da un'altra parte cosicché, se malauguratamente ci fosse un disastro in centrale e andasse distrutto l'originale, avremo tutti i dati salvati altrove. Questo è un primo passo per la dislocazione dei dati; da settembre 2010 abbiamo fatto un passo successivo svincolando le caselle di posta elettronica dalla locazione fisica e dal computer da cui vengono utilizzate. In questo modo tutte le caselle sono in rete e ci sono anche servizi aggiuntivi come la chat, la possibilità di videoconferenze, un calendario degli appuntamenti sia personale che condiviso e, ancora una volta, la sicurezza che, anche se accade qualcosa a un computer, tutti i messaggi di posta non andranno persi perché sono nella cosiddetta "cluod" di Google e non fisicamente nel computer della banca. Tutto questo ci costa 40 euro all'anno per ogni casella di posta: ben poco se paragonato ai vecchi costi di gestione e ai nuovi vantaggi».

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