Attenzione
L'inceneritore torna a pieno regime
Beatrice Faragli
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Operai al lavoro allimpianto termovalorizzatore di Montale Concluse le analisi sulla linea 3: diossine e furani di nuovo nei limiti
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MONTALE. Diossine e furani ben al di sotto della soglia d'attenzione per l'inceneritore montalese. L'Arpat comunica i risultati delle analisi fatte il 19 aprile sulle emissioni dell'impianto: «Valori positivi pari a 6 picogrammi per metro cubo». «A fronte - annuncia il responsabile del dipartimento di Pistoia, Claudio Coppi - degli 87 picogrammi registrati nei campionamenti del 24 gennaio 2011». «L'istruzione di lavoro 19 - spiega oggi il tecnico dell'agenzia regionale - può considerarsi conclusa». La linea 3 dell'inceneritore torna quindi a regime. Su questa parte d'impianto la Provincia, secondo le previsioni contenute nell'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata al termovalorizzatore, aveva disposto una serie di manutenzioni e controlli. La procedura provinciale (la cosiddetta "istruzione di lavoro 19" appunto) era stata avviata il 2 febbraio scorso, dopo il superamento del limite di guardia dei 50 picogrammi per diossine e furani (la soglia di legge è fissata a 100 picogrammi) registrato nel dicembre 2010. A seguito di una prima fase - a linea attiva - senza risultati (le analisi hanno infatti continuato a dare esiti negativi), il 7 marzo 2011 la Provincia, seguendo i dettami dell'istruzione, ha fermato la linea 3. «Solo allora - spiega Coppi - il gestore ha potuto fare una manutenzione spinta, impossibile da realizzare con la linea in funzione». «Sono state aperte le parti del reattore e il reattore stesso è stato pulito», dice il responsabile sull'intervento fatto dal gestore nelle scorse settimane. «Il risultato - precisa - è che oggi i valori riscontrati nelle emissioni sono di nuovo normali; ovvero, sono quelli che normalmente venivano registrati prima del dicembre 2010 (sforamento della soglia d'attenzione che ha dato il via alla procedura provinciale, ndr). Non sappiamo - continua il tecnico Arpat - se, in assenza di questa tutela disposta dalla Provincia, si sarebbero raggiunti e superati i limiti di legge ma abbiamo la certezza che, anche grazie all'istruzione di lavoro avviata a febbraio, i parametri emissivi di diossine e furani si sono finora mantenuti al di sotto di questi valori». «Con i risultati attuali - conclude infine Coppi - l'episodio che ha dato il via alla procedura può essere considerato chiuso, così come l'istruzione stessa». In caso di esito negativo invece, con valori al di sopra dei 50 picogrammi al metro cubo per diossine e furani, l'iter provinciale sarebbe iniziato da capo: nuova manutenzione e nuove analisi. Scampato il pericolo, la Provincia resta in attesa della rendicontazione dettagliata sulla gestione dell'impianto chiesta alla Ladurner srl tramite diffida. L'atto è stato inviato il 21 aprile scorso; in questi giorni dovrebbero arrivare, almeno secondo il sollecito pistoiese, le prime risposte.
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