Il Tirreno

Pistoia

Come cent'anni fa i sapori di una volta si gustano al Postino

Marta Quilici
Stefania Giancluca e Linda Cecchi A destra una foto del ristorante di quasi cent’anni fa
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Stefania Giancluca e Linda Cecchi A destra una foto del ristorante di quasi cent’anni fa

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 PISTOIA. Era il 1936 quando la nonna Lina, donna energica e dallo spirito imprenditoriale innato, comprò il locale da un vecchio postino che, dopo il lavoro, aveva iniziato a vendere le merende ai ragazzi del posto. L'intuizione della signora Lina fu lungimirante.  Dopo 80 anni, infatti, il locale, ancora della famiglia Cecchi, è uno dei maggiori punti di riferimento a Pistoia per chi vuole mangiare una buona cucina toscana e piatti tipici. É il ristorante pizzeria "Il Postino", il cui nome è nato più per consuetudine che per scelta: «Già ai tempi di mia nonna - racconta Linda Cecchi - la gente diceva di "andare a mangiare dal postino", proprio perché, praticamente un secolo fa, era effettivamente un postino a preparare i panini e le merende. Poi, quando nel 1936 mia nonna riprese il locale, rimase l'abitudine di chiamarlo così».  Addirittura, da una decina d'anni, "Il Postino" è diventato anche il nome della borgata nei dintorni del ristorante, che sorge in via di Bigiano, a 4 chilometri da piazza Duomo ma immerso nel verde. Adesso a gestirlo è la terza generazione della famiglia Cecchi: Stefania (la cuoca), Giancluca (pizzaiolo) e Linda. «Nostra nonna - spiegano - faceva la pastorella sopra Pracchia, il nonno era carbonaio. Con un po' di soldi arrivati in eredità, il nonno comprò il locale dal famoso postino. Era il 1936. Dietro quest'investimento, però, c'era la mente lungimirante della nonna, che iniziò a tirar su il locale: non si fermò mai, neppure durante la guerra. Quando arrivò la televisione, fu tra le prime in zona ad averla, così la gente si radunava tutta qui a guardarla. Nel 1972 la gestione passò a nostro padre, Fiorello, che continuò a portare avanti sia la cucina che il panificio. La nonna infatti faceva anche il pane. Nel 1992, poi, è stato costruito il forno a legna e abbiamo iniziato a fare le pizze. Nel 2000 il locale è passato a noi tre. In realtà abbiamo altri fratelli - siamo tanti in famiglia! - ma hanno preso altre strade, a parte Massimo, che gestisce l'attività del panificio. È suo, ovviamente, il pane servito sui tavoli del Postino».  Negli ultimi anni il locale ha subito molti ammodernamenti: una bella veranda che accoglie una settantina di posti a sedere d'estate; la sala interna (altri 70 posti) arredata con belle foto della Pistoia d'un tempo.  Il re della pizza al Postino è Gianluca che, per preparare l'impasto, usa la stessa tecnica antica che usava la nonna per fare il pane: «Usa - spiega la sorella Linda - il lievito madre: la sera lascia un po' di pasta da parte, il giorno dopo la riutilizza per l'impasto: acqua farina e sale e poi un filo d'olio».  La cucina del Postino è quella tipica toscana: pasta spianata in casa (da ravioli, pappardelle, tagliolini) e piatti di carne, come il fritto dell'aia, bistecche, filetti e, sopratutto nel fine settimana, la cacciagione (cinghiale, capriolo). «Qualche ricetta - spiega Stefania, la cuoca - è ancora quella che faceva la nonna, soprattutto per i sughi di carne: anatra, cinghiale, pecora. Si fanno anche cerimonie, comunioni, matrimoni. Per i bambini, soprattutto, è l'ideale perché possono giocare nel nostro giardino, spensierati, senza che i genitori si preoccupino del traffico».

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