Gioco
Villa Storonov il luogo dell'anima di Jorio Vivarelli
Alberto Vivarelli
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A destra Jorio Vivarelli al lavoro a sinistra Ugo Poli presidente della Fondazione3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. La sua casa era il mondo, il luogo dell'anima la bellissima villa Storonov a Felceti. Lì Jorio Vivarelli aveva il suo studio-laboratorio-rifugio, in mezzo alle sue opere, i gessi, i bozzetti. Alla sua morte ha donato tutto alla città, villa compresa, che adesso ospita la fondazione creata in suo nome. Tutto è rimasto come allora: le sculture di bronzo, i gessi, gli studi. E lui è ancora lì, in mezzo ai suoi lavori che riescono a comunicare il suo pensiero, la sua sofferenza giovanile che si è portato dietro tutta la vita. Nel silenzio del laboratorio c'è una sorta di magìa dolente che affascina. Era il suo luogo dell'anima e la sua anima è ancora lì, la si percepisce.
Le opere. La città ospita già moltissime sue opere. «Vivarelli - spiega Maria Teresa Tosi - è conosciuto per le sculture ma era un grandissimo disegnatore. Jorio ha lavorato tutte le materie e le sue opere hanno un tratto comune: le figure. I crocifissi, le madri, i ritratti: in tutti leggiamo il dolore». Non basta, suggerisce l'assessore alla culturra Mirco Vannucchi, occorre utilizzare i moderni strumenti di comunicazione: «Dobbiamo affidarci a Internet per portare fuori da Pistoia sia l'opera di Vivarelli che il lavoro della fondazione».
La fondazione. È nata nel 1999, con Jorio Vivarelli ancora in vita. La costituirono i Comuni di Pistoia e Montale, la Provincia, AnsaldoBreda e la Fondazione Cassa di risparmio. È presieduta da Ugo Poli. I soci fondatori vogliono accendere i riflettori su questo patrimonio che non è solo culturale. Certo, in questi anni l'attività della fondazione è stata intensa ma abbastanza sottotraccia: rapporti con le famiglie e i bambini grazie alla collaborazione con l'associazione Orecchio acerbo e tante attività estive ma i riflettori su questo patrimonio non si sono mai accesi. «Dobbiamo accendere le luci sull'attività della fondazione - spiega Vannucchi - ma anche sulla casa. Per questo abbiamo pensato di prevedere a villa Storonov alcuni appuntamenti del Pistoia festival».
Del resto, le strutture si offrono a tantissime proposte. Il piccolo anfiteatro nella parte bassa della tenuta rappresenta un invito ad ospitare un ampio ventaglio di manifestazioni, anche se il "cuore" dell'attività rimane quello di promuovere nel mondo l'opera di Vivarelli. «Noi - spiega Ugo Poli, presidente della Fondazione - lavoriamo su due linee: la conoscenza del maestro e quella del luogo, ovvero gli spazi dove materialmente sono nate le grandi sculture. Per questo, sono in programma due mostre, la prima Budapest il 21 maggio, l'altra in un castello sul lago Balaton, il 2 luglio. Partiremo con una cinquantina di sculture, compresi due grandi crocifissi, e i disegni. Il Comune sta preparando il materiale promozionale a sostegno delle due mostre. Cogliamo anche l'occasione dei due eventi, per promuovere le nostre eccellenze turistiche lanciando un concorso su Pinocchio riservato ai bambini di Budapest. Quindi continueremo con le mostre itineranti, soprattutto all'estero, magari piccole perché i costi sono alti».
Il luogo. Se Vivarelli è universalmente riconosciuto come uno dei grandi maestri del '900, meno conosciuta è villa Storonov. Due anni fa iniziarono i lavori di consolidamento e restauro del laboratorio dei gessi. Attualmente quello spazio è utilizzato dagli studenti del liceo artistico per i corsi di specializzazione. «Vorremmo allargare questa attività anche agli adulti - spiega Magnani -, con corsi tenuti da artisti famosi di varie discipline per questo il consiglio ha deciso di realizzare una foresteria in una parte della villa. La Cassa di risparmio ha già definito il finanziamento. L'appartamento potrà ospitare artisti, ospiti degli enti soci. Insomma vogliamo aprire la villa alla città». I visitatori di villa Storonov sono circa 900 all'anno, in molti casi si tratta di visite singole. Numeri importanti che trovano però limiti fisici, come la mancanza di un parcheggio adeguato. «Sicuramente - annuncia Vannucchi - cercheremo di utilizzare i progetti regionali sulle case degli artisti».
Le opere. La città ospita già moltissime sue opere. «Vivarelli - spiega Maria Teresa Tosi - è conosciuto per le sculture ma era un grandissimo disegnatore. Jorio ha lavorato tutte le materie e le sue opere hanno un tratto comune: le figure. I crocifissi, le madri, i ritratti: in tutti leggiamo il dolore». Non basta, suggerisce l'assessore alla culturra Mirco Vannucchi, occorre utilizzare i moderni strumenti di comunicazione: «Dobbiamo affidarci a Internet per portare fuori da Pistoia sia l'opera di Vivarelli che il lavoro della fondazione».
La fondazione. È nata nel 1999, con Jorio Vivarelli ancora in vita. La costituirono i Comuni di Pistoia e Montale, la Provincia, AnsaldoBreda e la Fondazione Cassa di risparmio. È presieduta da Ugo Poli. I soci fondatori vogliono accendere i riflettori su questo patrimonio che non è solo culturale. Certo, in questi anni l'attività della fondazione è stata intensa ma abbastanza sottotraccia: rapporti con le famiglie e i bambini grazie alla collaborazione con l'associazione Orecchio acerbo e tante attività estive ma i riflettori su questo patrimonio non si sono mai accesi. «Dobbiamo accendere le luci sull'attività della fondazione - spiega Vannucchi - ma anche sulla casa. Per questo abbiamo pensato di prevedere a villa Storonov alcuni appuntamenti del Pistoia festival».
Del resto, le strutture si offrono a tantissime proposte. Il piccolo anfiteatro nella parte bassa della tenuta rappresenta un invito ad ospitare un ampio ventaglio di manifestazioni, anche se il "cuore" dell'attività rimane quello di promuovere nel mondo l'opera di Vivarelli. «Noi - spiega Ugo Poli, presidente della Fondazione - lavoriamo su due linee: la conoscenza del maestro e quella del luogo, ovvero gli spazi dove materialmente sono nate le grandi sculture. Per questo, sono in programma due mostre, la prima Budapest il 21 maggio, l'altra in un castello sul lago Balaton, il 2 luglio. Partiremo con una cinquantina di sculture, compresi due grandi crocifissi, e i disegni. Il Comune sta preparando il materiale promozionale a sostegno delle due mostre. Cogliamo anche l'occasione dei due eventi, per promuovere le nostre eccellenze turistiche lanciando un concorso su Pinocchio riservato ai bambini di Budapest. Quindi continueremo con le mostre itineranti, soprattutto all'estero, magari piccole perché i costi sono alti».
Il luogo. Se Vivarelli è universalmente riconosciuto come uno dei grandi maestri del '900, meno conosciuta è villa Storonov. Due anni fa iniziarono i lavori di consolidamento e restauro del laboratorio dei gessi. Attualmente quello spazio è utilizzato dagli studenti del liceo artistico per i corsi di specializzazione. «Vorremmo allargare questa attività anche agli adulti - spiega Magnani -, con corsi tenuti da artisti famosi di varie discipline per questo il consiglio ha deciso di realizzare una foresteria in una parte della villa. La Cassa di risparmio ha già definito il finanziamento. L'appartamento potrà ospitare artisti, ospiti degli enti soci. Insomma vogliamo aprire la villa alla città». I visitatori di villa Storonov sono circa 900 all'anno, in molti casi si tratta di visite singole. Numeri importanti che trovano però limiti fisici, come la mancanza di un parcheggio adeguato. «Sicuramente - annuncia Vannucchi - cercheremo di utilizzare i progetti regionali sulle case degli artisti».
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