Il Tirreno

Pistoia

Se la cioccolata si sposa con l'arte

Luca Giuntini
Nella foto in alto Riccardo e Massimiliano Lunardi
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Nella foto in alto Riccardo e Massimiliano Lunardi

Da Pistoia ai negozi di mezzo mondo grazie al connubio qualità-innovazione

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QUARRATA. Per riconoscere la buona cioccolata gli esperti consigliano di farla sciogliere lentamente in bocca, per assaporarne ogni sfumatura. Il cioccolato de "La Molina" non fa eccezione, ma ha un'arma in più: la fantasia e l'attenzione con le quali cioccolatini e tavolette vengono "rivestiti".  Parlare di confezione suona quasi riduttivo, perché non è solo un contenitore quello che si presenta agli occhi del cliente, ma un "progetto", un vestito cucito su misura per il prodotto. Un segno distintivo inconfondibile, come le tavolette dedicate a Pinocchio, i cioccolatini che riprendono i Cretti di Alberto Burri, oppure le frange di cioccolato pensate dall'artista newyorchese Rita Lintz. 

«Per la parte grafica dobbiamo ringraziare Riccardo Fattori, pittore di Bacchereto che abbiamo conosciuto nel 2000 - spiega Riccardo Lunardi - Per la qualità della cioccolata invece dobbiamo ringraziare babbo Luigi, che ci ha insegnato a fare le cose a regola d'arte, e l'impegno che io e mio fratello Massimiliano mettiamo nella ricerca di materie prime di alta qualità».  Riccardo e Massimiliano Lunardi, 41 anni il primo, 35 il secondo, sono i fratelli-inventori del marchio "La Molina" (dal nome della cioccolataia personale di Maria Teresa d'Austria, moglie del Re Sole), nato come "esperimento pasquale" e diventato con il tempo una delle realtà più conosciute nel mondo della cioccolata.  «Abbiamo cominciato a sperimentare la lavorazione delle cioccolata all'interno del Forno Lunardi di nostro padre Luigi - racconta Riccardo - Il cioccolato era un ingrediente utilizzato per lo più per le uova di Pasqua, così piano piano ci siamo avvicinati a questa arte, ricavando un piccolo laboratorio all'interno della bottega.

E' nato tutto come un gioco, mosso da una grande passione e dalla golosità per la cioccolata che si presta, come materia, agli esperimenti più diversi».  Decisivi per il futuro de La Molina sono stati alcuni incontri: «Quello con il pasticciere Enzo Gori, di Maresca, con il quale ci siamo scambiati consigli e dal quale ho imparato molto - ricorda Riccardo - Poi quello con Riccardo Fattori e sicuramente quello con Giuliano Gori, imprenditore e ideatore della collezione di arte contemporanea di Celle, con il quale è iniziato nel 2002 un sodalizio che sta andando avanti ancora oggi con risultati buonissimi». 

Altra iniezione di fiducia è arrivata da una collaborazione quanto mai casuale: «Era il 2004 e il nostro socio Alessandro Paiano era a Londra per far conoscere i nostri prodotti, in particolare i "Cretti", che avevamo presentato due anni prima al Salone del Gusto - racconta Massimiliano - Aveva già fissato un appuntamento con "Harrods", il grande magazzino di lusso: fecero un po' gli snob di fronte ai nostri cioccolatini, così Paiano decise di tentare da "Fortnum and Mason", altra grandissima catena di negozi: andò talmente bene che da allora siamo i loro fornitori ufficiali di cioccolata. A ripensarci sembra pazzesco. Quell'esperienza ci ha dato una carica incredibile a continuare». 

Sono passati sette anni da allora e "La Molina" è un marchio venduto in tutto il mondo: da Londra al Giappone, dalla Spagna a Cipro, dalla Germania al Canada. «Può apparire un controsenso, ma la zona dove siamo meno conosciuti è proprio la provincia di Pistoia - afferma Massimiliano - Per il resto siamo conosciuti in tutta Italia, da Milano a Napoli, passando per Roma. I nostri prodotti sono venduti in tutti i negozi e le catene più importanti. Quello che ci ha sempre differenziato dai cioccolatieri tradizionali, infatti, è che noi non abbiamo mai avuto un negozio di proprietà dove vendere le nostre creazioni, fino al 2010, quando abbiamo aperto "Il Rosso e il Nero". Se da un lato questo fattore ci ha penalizzato, dall'altro ci ha dato una spinta inimmaginabile a far conoscere i nostri prodotti in tutto il mondo». 

«Abbiamo viaggiato come dei pazzi per proporci ai grandi nomi - continua Massimiliano - Tenendo sempre a mente però la nostra filosofia: alta qualità delle materie prime, che scegliamo personalmente da realtà di nostra fiducia, grande attenzione alla soddisfazione del cliente e voglia di mettersi in discussione, sempre. Non siamo ancora al punto d'arrivo. Gli esperimenti proseguono ogni giorno».

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