Il Tirreno

Pistoia

E la disoccupazione sale del 7,9% in un anno

M.Q.
Daniele Gioffredi, della segreteria provinciale Cgil
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Daniele Gioffredi, della segreteria provinciale Cgil

In crescita vertiginosa anche le ore di cassa integrazione richieste

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 QUARRATA. Il settore del tessile galleggia, quello del legno-arredamento affonda. È questa la sintesi che, dati alla mano, emerge dalla parole di Daniele Gioffredi della segreteria provinciale della Cgil.  Bastano pochi numeri a evidenziare la spaccatura che divide Quarrata (improntata sul mobile), ad Agliana e Montale, più legate alle sorti del distretto tessile pratese: nei primi tre mesi del 2011 nel tessile sono state attivate 35mila ore di cassa integrazione in meno rispetto allo stesso periodo del 2010. Per il mobile, invece, si contano 32mila ore in più. Al 30 settembre 2010 la Piana contava 5584 disoccupati a fronte dei 5240 del 31 dicembre 2009, con un incremento del +3,3% a Montale, +6,4% ad Agliana e ben del +7,9 % a Quarrata. Da dicembre 2009 a settembre 2010 le iscrizioni allo stato di mobilità sono passate da 865 a 876 sulla Piana: +2,9% ad Agliana, -11,2% a Montale, ma +5,6% a Quarrata.  «Entrambi i settori sono legati all'export - spiega Gioffredi -, quindi avrebbero dovuto subire le stesse sorti. Invece non è così. Sul tessile siamo ancora sotto i livelli pre-crisi, ma si può parlare di un "rimbalzo congiunturale", ossia di una momentanea ondata di ordinativi. La Cina infatti ha iniziato a produrre per il mercato interno e questo ha lasciato libera una parte di mercato. Inoltre è stata anticipata la stagione di picco delle produzioni che, invece di partire a marzo-aprile, è iniziata già a gennaio. Questo perché è aumentato il costo della lana e molte aziende, che hanno intravisto il pericolo di aumento, hanno iniziato a comprare anticipatamente il materiale. Questi nuovi movimenti, comunque, non creano basi stabili per una ripresa continua, ma dureranno fino al termine della stagione, non creando occupazione: le uniche figure richieste sono quelle altamente specializzate, assunte però con contratti precari».  E per il legno?. «È ancora crisi», afferma Gioffredi che fornisce altri dati: «La cig in deroga (che riguarda le piccole aziende) ha coinvolto sulla Piana, nel primo trimestre 2010, 261 lavoratori del tessile e 218 del mobile. Nel primo trimestre 2011 i lavoratori tessili in cig in deroga sono scesi a 115, quelli del mobile sono 158. Ma la lieve diminuzione per il settore del mobile, dipende dal fatto che molti lavoratori sono proprio usciti dal mercato del lavoro. Infatti se per il tessile le aziende che hanno fatto ricorso alla cig in deroga sono drasticamente diminuite (da 74 nel primo trimestre 2010 a 44 nel primo trimestre 2011) quelle del mobile sono rimaste più o meno le stesse (da 32 a 30).

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