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Da lunedì a San Marcello, Pescia e Pistoia
La Cisl raccoglie le firme per salvare la sanità provinciale
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PISTOIA. Parte la prossima settimana la raccolta di firme organizzata dalla Cisl funzione pubblidc di Pistoia, in favore della sanità della provincia. Insieme alla raccolta sono previsti presidi presso le entrate degli ospedali: 9 maggio dalle 11 alle 14 a San Marcello, 14 maggio dalle 9 alle 13,30 a Pescia, sempre il 14 maggio dalle 9 alle 14 al Ceppo di Pistoia. E non finisce qui. La Cisl ha scritto una lettera a tutti i sindaci della Provincia per annunciare la raccolta e chiedere ai primi cittadini di partecipare: «Il tentativo è quello di sensibilizzare la Regione e la nostra azienda sanitaria a non effettuare i tagli che sono stati illustrati nelle riunioni tenute in questi ultimi mesi», si legge nella lettera. «Il direttore generale nel proprio intervento, durante il consiglio comunale aperto di Pistoia, ha sostenuto che probabilmente le riorganizzazioni proposte sono state percepite esclusivamente come semplici tagli e non come ottimizzazioni di un sistema come era invece nell'intenzione - scrive la Cisl -. Caro direttore non ci convince, vorremo farle una semplice domanda, senza la riduzione dei finanziamenti regionali, avrebbe ugualmente proposto tali riorganizzazioni? Crediamo proprio di no. Pensiamo invece che per evitare disservizi, bisognerà andare a limare dove possibile i costi, intervenendo in primis su sprechi e cattiva organizzazione, non agire con misure tampone prese di volta in volta per tappare le varie falle che giornalmente si aprono». La Cisl entra anche nel merito specifico del taglio della chirurgia all'ospedale di San Marcello: «Se veramente si vuole potenziare il territorio perché per esempio andare colpire i servizi essenziali erogati a San Marcello? Possibile che l'azienda non abbia pensato all'enorme disagio che provocherà, sia ai cittadini che ai turisti, la chiusura del reparto di chirurgia? Ma anche negli altri presidi ospedalieri della provincia la situazione non è rosea, attualmente il personale in gravidanza non è sostituito (nonostante accordi sindacali siglati a suo tempo), così come quello in lunga malattia, cosa che crea nei reparti situazioni di tensione e stanchezza».
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