Sicurezza
Repower, 150 giorni per valutare l'impatto
Beatrice Faragli
◗
Politici (in prima fila) ed ex dipendenti Radificil allassemblea di mercoledì sera a Bottegone Il gruppo svizzero annuncia l'avvio della procedura ma tra i cassaintegrati c'è amarezza
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Avviata la valutazione di impatto ambientale della Regione Toscana sulla centrale elettrica a metano Repower. Il procedimento, almeno secondo le più rosee aspettative e salvo intoppi burocratici, dovrebbe chiudersi in centocinquanta giorni. A quel punto la palla passerà alla Provincia per l'iter autorizzativo. Mercoledì sera, in una Casa del popolo di Bottegone non troppo affollata di gente, il gruppo svizzero specializzato in energia ha fatto il punto sul maxi investimento da 90 milioni di euro previsto nell'area industriale ex Radicifil. Oltre all'entusiasmo dei rappresentanti Repower, soddisfatti per il progetto all'avanguardia consegnato nelle mani delle istituzioni, in sala ha fatto capolino soprattutto l'amarezza degli ex operai dello stabilimento di via Fiorentina, un tempo leader nella produzione di filati. Sono bastate poche decine di sedie, a fronte di ben 120 cassaintegrati, per accogliere gli ex dipendenti Radicifil. «Le persone - hanno detto dal gruppo poco prima della presentazione ufficiale - sono demotivate. La gente, tra i tempi lunghi per la realizzazione della centrale e i numeri bassi di lavoratori che verranno reimpiegati nell'impianto, non ci crede più in una prospettiva concreta». E in effetti lo stesso responsabile tecnico Repower, l'ingegnere Mezzadri, durante il corso della serata, ha precisato: «Il personale di una centrale è di molto inferiore a quello che si può trovare nel manifatturiero». Insomma, solo per una ventina di ex operai, trenta al massimo, potrebbero aprirsi le porte della Repower. «Al di là di alcune competenze specifiche - spiega però il responsabile - gran parte dei lavoratori da impiegare è formabile. Noi - continua - cercheremo di integrare il più possibile gli ex operai Radicifil». Per un gruppo ristretto di cassaintegrati quindi partirà, dopo una selezione e in concomitanza con l'apertura del cantiere prevista forse nel 2013, un corso di formazione per candidarsi al posto di lavoro. «Un impianto di questo tipo - assicura comunque Mezzadri - creerà nel Pistoiese un indotto notevole. La centrale infatti richiede una continua manutenzione, ad esempio nella gestione del verde o delle parti elettriche, affidata alle ditte locali. Senza contare poi le centinaia di persone necessarie in fase di cantiere». Durante la serata la project manager Francesca Casagrande ha infine mostrato le prime elaborazioni grafiche sulla struttura. I volumi, rispetto all'ex Radificil, saranno addirittura dimezzati (l'edificio della filatura infatti non potrà essere recuperato). Caratteristiche della centrale a ciclo combinato (metano e vapore) da 140 mw saranno: l'alta efficienza, la produzione sostenibile di energia e la flessibilità di funzionamento. In una struttura contraddistinta dal verde - in cui l'architetto Italo Rota ha persino previsto un giardino da tremila metri quadri, battezzato "La casa della consapevolezza" e aperto alla cittadinanza - l'impatto ambientale, certificano dalla Repower, sarà ridotto al minimo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
