Il Tirreno

Pistoia

Lotta al Cinipide anche nella zona di Sambuca

Una femmina di Cinipide galligeno
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Una femmina di Cinipide galligeno

Lo ha annunciato l'assessore regionale Salvadori durante la visita dei giorni scorsi

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 SAMBUCA. Nella riunione che il Comune di Sambuca ha avuto con l'assesore della Regione Toscana Gianni Salvadori all'Acquerino, è stata data la notizia che anche nella zona dell'alto Reno-Frassignoni, Pracchia, Orsigna e Lagacci, sarà lanciato l'antagonista del Cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus). La lotta al Cinipide galligeno sarà condotta dal parassitoide Torymus sinsensis che sarà immesso nelle zone infestate.  «E' una lotta dura ma con buone prospettive di riuscita - dice il sindaco Marcello Melani - I nostri castagneti hanno subito un forte attacco da parte del parassita e la risposta della Regione che mette a disposizione l'antagonista ci fa ben sperare nel prossimo futuro anche se siamo consapevoli che dovranno passare alcuni anni per riavere i castagneti in piena attività».  Nella riunione con l'assessore Salvadori, alla quale hanno partecipato i vertici del Corpo forestale dello Stato di Pistoia, l'assessore provinciale Rino Fragai, il dirigente della Comunità montana Roberto Fedeli, è stato presentato il recupero dell'impianto ittiogenico di Ponte Rigoli.  L'impianto,di proprietà del Corpo forestale dello Stato, verrà recuperato grazie a finanziamenti della Provincia e del comune sambucano.  Vi si produrrà avannotti di trota per i fiumi della montagna pistoiese e altri anfibi che sono in via di estinzione all'interno dell'area Sic (siti di interesse comunitari).  L'assessore Salvadori ha assicurato che tornerà a Sambuca Pistoiese per entrare più nello specifico su temi quali la forestazione, le biomasse e lo sfruttamento del bosco. Alla riunione erano presenti i vertici di Cia e Coldiretti, numerosi operatori agricoli-forestali interessati a dare una svolta positiva al problema della montagna.  «Combattere il dissesto idrogeologico - conclude il sindaco Melani - l'abbandono della montagna attraverso la creazione di un distretto forestale, al quale stiamo tutti lavorando, potrebbe essere la svolta che tutti auspichiamo».

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