Il dolore
IL PROBLEMA
In ritardo il bacino di Gello
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PISTOIA. L'opera pubblica che a Pistoia tutti attendono per far fare un balzo in avanti decisivo alla qualità dell'approvvigionamento idrico è la ristrutturazione del bacino di Gello. La diga potrebbe garantire una riserva di 900.000 metri cubi di acqua per la città, pari a due-tre mesi di consumo. Esiste già un progetto, realizzato dal Consorzio Ombrone, sulla base del quale il Ministero dell'ambiente ha assegnato 9,5 milioni a Pistoia. Comune e Provincia hanno fatto la loro parte perché si arrivasse all'apertura dei cantieri. Ma c'è un rischio, emerso proprio nei giorni scorsi: manca ancora il contributo più rilevante, i circa 14 milioni che dovrebbero arrivare dall'Ato 3, cioè l'associazione dei Comuni dove opera Publiacqua. Gli impegni c'erano, ma di fatto dalla fine del 2010 il consiglio di amministrazione dell'Ato ha concluso il suo mandato e non è stato ancora rinnovato. Il 16 maggio è stato convocato il collegio di vigilanza, per fare il punto sull'intera operazione. La speranza è che Comune, Provincia e Ato siano in grado di rassicurare il Ministero dell'ambiente. Altrimenti, come ha ipotizzato il capogruppo Pdl in consiglio comunale Alessandro Capecchi, potrebbe anche esserci il rischio di una perdita del finanziamento ministeriale.
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