La manifestazione
Oggi lo sciopero generale indetto dalla Cgil, il corteo partirà da Porta Lucchese
In piazza per difendere il lavoro
Luca Giuntini
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Lavoratori in corteo per uno sciopero a Pistoia Otto artisti dipingeranno un grande murales in piazza del Duomo
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PISTOIA. Parte alle 9.30 da Porta Lucchese lo sciopero generale indetto dalla Cgil per la giornata di oggi. Il corteo si sposterà fino in piazza Duomo: qui, alle 10:30, si terranno gli interventi di lavoratori, lavoratrici, precari e pensionati chiamati dal sindacato a condividere con tutta la cittadinanza le proprie esperienze. All'iniziativa del sindacato aderiscono anche otto artisti pistoiesi che per l'occasione dipingeranno in tempo reale un murales su legno di cinque metri allestito in piazza Duomo. Allo sciopero aderiscono anche il comitato referendario per il Sì all'acqua pubblica, il comitato per la difesa della Costituzione e quello a difesa della scuola pubblica, l'Anpi e una delegazione di studenti pistoiesi. «Vogliamo dire basta a un governo che ha impoverito il Paese - afferma Gessica Beneforti, segretario generale Cgil Pistoia - A un governo che in 34 mesi ha aumentato la disoccupazione e la pressione fiscale, tagliato lo stato sociale, penalizzato i pensionati, colpito indiscriminatamente la scuola, l'università, la ricerca e la cultura, aumentando le diseguaglianze. Invito tutti i precari, i giovani, i pensionati, i lavoratori e le lavoratrici a uscire dal proprio posto di lavoro e manifestare insieme a noi. Questo sciopero è rivolto a tutti: insieme possiamo dare un futuro al nostro Paese». Per farlo il sindacato propone una propria ricetta, dodici proposte concrete: «Per uscire dalla crisi e avviare la crescita occorre difendere il lavoro con un sistema di ammortizzatori sociali che includa anche chi oggi ne è escluso - spiega il segretario Beneforti - Per difendere i redditi serve una vera lotta all'evasione. Un fisco più leggero per lavoratori e pensionati e più pesante per le grandi ricchezze. La scuola pubblica, l'università e la ricerca sono i settori che più hanno risentito dei tagli: bisogna invece investire sulla conoscenza e sul diritto allo studio, perché la scuola non è solo un investimento sociale, ma anche strategico per la ripresa economica. Dobbiamo avviare interventi straordinari per i giovani per creare occupazione e sradicare la precarietà: la disoccupazione giovanile è una piaga. Per le donne occorre introdurre il congedo obbligatorio per la paternità. Per il lavoro pubblico occorre il rinnovo dei contratti nazionali e integrativi contro ogni accordo separato. Infine - conclude il segretario - per rendere più democratici i luoghi di lavoro bisogna eleggere ed estendere le Rsu in tutti i settori privati».
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