Il Tirreno

Pistoia

La Cgil presenta lo sciopero generale di domani. Appello alla partecipazione

Crisi, 2.000 rischiano il posto

Luca Giuntini
Corteo in città contro i licenziamenti
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Corteo in città contro i licenziamenti

Sempre meno lavoro, sempre più precario: i dati 2011

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 PISTOIA. Di motivi per partecipare allo sciopero generale indetto domani in tutta Italia, la Cgil ne dà dodici. Dodici ragioni, accompagnate dai numeri di uno studio sull'economia della Regione che mostrano come a Pistoia la ripresa sia davvero lontana. Già nei primi tre mesi del 2011 le ore di cassa integrazione in provincia sono state più di 2 milioni, equivalenti a 5.000 lavoratori.  Di questi, 2.000 circa rischiano di perdere il posto di lavoro entro la fine dell'anno, secondo le stime sindacali.  Per questo il segretario generale della Cgil pistoiese Gessica Beneforti chiama a raccolta tutti, affinché l'adesione allo sciopero generale indetto domani a partire dalle 9,30 e per l'intera giornata sia la più ampia possibile.  «Invito pensionati, precari e tutti i lavoratori e le lavoratrici a uscire dai posti di lavoro e venire a manifestare con noi - afferma il segretario - ci ritroveremo in Porta Lucchese alle 9,30 e da lì partirà un corteo che proseguirà fino a piazza Duomo dove, dalle 10,30, interverranno dal palco gli stessi lavoratori per condividere con la cittadinanza le proprie testimonianze dirette».  «Lo sciopero - continua Gessica Beneforti - è una iniziativa che parla a tutti, nessuno escluso, uno sciopero per denunciare una situazione insostenibile e soprattutto per rivendicare dodici battaglie concrete da portare avanti per il lavoro e per il Paese».  Dodici proposte che toccano tutti gli ambiti possibili: sostegno al reddito, scuola, lavoro femminile e giovanile, innovazione industriale, per cercare di rialzare il Paese e in particolar modo Pistoia.  Lo stato di salute della provincia infatti non è buono, a dimostrarlo è un approfondimento condotto da Cgil Toscana e curato dall'istituto Ires. Nel periodo gennaio-marzo 2011 la provincia pistoiese fa registrare un ricorso alla cassa integrazione pari a 2 milioni e 74.000 ore (1 milione solo per il settore metalmeccanico). E' il dato peggiore di tutta la Toscana, secondo di poco solo a Firenze.  Poco più di 2 milioni di ore di cassa integrazione che equivalgono a oltre 5.000 lavoratori inattivi, di cui 2.000 a rischio di perdita del posto di occupazione entro la fine dell'anno in corso. Mentre in tutti gli altri capoluoghi di provincia il numero di disoccupati equivalenti diminuisce rispetto allo stesso periodo del 2010, a Pistoia il dato si aggrava.  A diminuire è anche il numero di persone che si affacciano al mondo del lavoro, il 94% delle quali comunque lo fa con contratto a tempo determinato: nel periodo settembre-dicembre 2010 in provincia di Pistoia ci sono stati solo 8.621 avviamenti al lavoro (peggio hanno fatto solo Empoli e Massa Carrara), dei quali solo il 6% assunti con contratto a tempo indeterminato.  I rapporti di lavoro, se vengono stipulati, sono sempre più precari, e molto spesso sostituiti dai tirocini, il cui numero infatti è in consistente aumento rispetto agli ultimi due anni. In tutto il 2010 infatti a Pistoia e provincia sono state attivate 996 forme di tirocinio (554 delle quali riguardano le donne).  Segnali confortanti arrivano solo dalle iscrizioni nelle liste di mobilità: nel quarto trimestre 2010 sono state 1.346, in diminuzione rispetto al 2009, sia quelle totali sia quelle che riguardano esclusivamente le donne. Un andamento in controtendenza rispetto al quadro generale della Toscana dove le iscrizioni alla mobilità aumentano del 2,4% rispetto a due anni fa.  Per la ripresa della produzione manifatturiera si dovrà aspettare però almeno il 2016: solo tra cinque anni infatti si tornerà ai livelli di produzione del 2007.  I dati, forniti dividendo la Toscana in tre aree (costiera, centrale-metropolitana e meridionale), mostrano come il futuro dell'area pistoiese sia legato strettamente a quello di Prato. È grazie alla maggiore dinamicità della provincia pratese infatti che l'area centro-metropolitana ha registrato, alla fine del 2010, i migliori segnali di ripresa di tutta l'industria toscana.

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