Il Tirreno

Pistoia

Comitati contro la Provincia: «Diffida tardiva»

Corteo contro l’inceneritore
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Corteo contro l’inceneritore

E il tempo concesso a Ladurner per le risposte è «un rinvio gratuito»

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MONTALE. Ritardi e presunte omissioni: dopo la diffida provinciale alla Ladurner impianti Srl (pubblicata ieri da queste pagine di giornale), il Comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montale interviene con alcune osservazioni sulle mosse della Provincia. «Finalmente Pistoia ha sanzionato l'impianto», esordisce il gruppo; e subito precisa: «L'atto arriva comunque in grave ritardo vista la data delle segnalazioni di "cattiva gestione" fatte da Asl e Arpat».  Il comitato denuncia inoltre la mancata pubblicazione del rapporto Arpat (del 12 aprile) citato nella stessa diffida e, come ricordato dall'assessore Fragai, decisivo per l'emanazione dell'ordinanza. Da qui il dubbio del gruppo su una possibile inadeguatezza dello strumento adottato dall'amministrazione provinciale e volto a ottenere una rendicontazione sulle pecche gestionali registrate in via Tobagi.  Molte le obiezioni della formazione anti-inceneritore sulla diffida. «La Provincia - scrivono - sanziona al gestore la violazione della normativa nazionale per la mancata comunicazione (da farsi entro le 24 ore) di guasti o malfunzionamenti. Ma non lo fa a seguito della denuncia dell'Asl fatta alla Provincia il 3 marzo 2011 (riferita alla carenza di carboni attivi del gennaio 2011) o per le segnalazioni della dottoressa Gentilini circa ulteriori e ripetuti malfunzionamenti dei carboni attivi (indispensabili per l'abbattimento delle emissioni di diossine e quindi per evitare sforamenti), ma bensì, per la mancata risposta del gestore a una richiesta che la Provincia gli aveva fatto il 10 di marzo».  Da questa data alla Ladurner è stato concesso, con decisione provinciale, un mese di tempo per fornire spiegazioni sulle anomalie registrate. «Inspiegabilmente la Provincia - sottolineano dal comitato - non aveva diffidato subito la società per palese violazione della legge, così come sarebbe stato suo dovere e obbligo fare». Con la diffida in sostanza, sostengono dalla formazione, sono stati riconosciuti alla ditta altri venti giorni per dare le risposte già sollecitate il 10 marzo. Dal comitato parlano, per questo, di una sorta di ulteriore «rinvio gratuito». «E' inoltre abbastanza curioso - continuano - che per mezzo di una così "formale diffida" si concedano al gestore delle proroghe all'esecuzione del collaudo, quasicome se la proroga fosse un premio per una "buona gestione" dimostrata, mentre sembra essere vero il contrario. Altrettanto curiosa è l'attenzione che adesso (e si potrebbe dire finalmente) la Provincia rivolge alla gestione dei rifiuti ospedalieri, quanto meno a partire dai loro contenitori e risulta assai strano che - dopo oltre due anni - non abbia chiare né planimetrie, né scarichi, di quanto ha autorizzato. Non sarà perchè anche la Provincia di Pistoia ha scelto il basso profilo nei confronti dell'inceneritore?».  Dal comitato un forte invito all'ente a tenere «almeno un profilo normale, se non alto, come sarebbe doveroso quando in ballo c'è la salute dei cittadini».

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