Sicurezza
Banca di Pistoia, torna il sorriso
Alberto Vivarelli
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Da sinistra Mazzanti Amadori Marradi e Pierattini Conto economico in attivo, in crescita raccolta e conti correnti
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PISTOIA. I numeri della Banca di Pistoia tornano a far sorridere, un sorriso appena accennato ma che è riuscito a spazzare via i brutti ricordi dello scorso anno. Un anno terribile, chiuso in rosso in seguito a un'importante operazione di trasparenza nei confronti dei propri soci e clienti. Un percorso virtuoso che poche altre banche seguirono. Il conto economico 2010 ha chiuso in attivo, dunque, con poco più di 408mila euro che, affiancato all'andamento generale della banca di piazza Treviso, induce ad un cauto ottimismo. Gli altri numeri positivi sono i soci che al 31 dicembre scorso hanno toccato quota 3.193 («Con l'ingresso di molti giovani», ha sottolineato con soddisfazione il presidente Andrea Amadori); la raccolta che rispetto all'anno precedente ha avuto un incremento del 5,97% (638 milioni il totale); il miglioramento degli indici di rischio (rapporto tra sofferenze e impieghi) che è sceso all'1,77% rispetto al 2,53% del 2010; i conti correnti che nei primi quattro mesi dell'anno sono aumentati di 300 unità. Ma sono altri i numeri che indicano una tendenza estremamente positiva e, soprattutto, un ritorno allo spirito delle casse rurali. Gli impieghi, ad esempio. Nonostante la crisi, la Banca di Pistoia, ha aumentato il credito a famiglie e imprese di oltre 50 milioni (+10%), erogato mutui alle aziende per 46 milioni (+16%): +3,24% all'edilizia, 1,2% al vivaismo. Tuttoi questo in un panorama bancario in cui gli annunci hanno di gran lunga superato le erogazioni vere. Sostegno all'impresa nel segno di una netta inversione di tendenza rispetto alla gestione Vendemini. «Negli ultimi due anni - precisa il direttore Giancarlo Marradi - abbiamo erogato impieghi per 130 milioni di euro e tutti nel nostro territorio perché noi lavoriamo per il nostro tessuto produttivo e dobbiamo dare risposte a questi nostri settori che, tra l'altro, ci danno anche meno preoccupazioni. In questa operazione siamo stati finanziati molto bene dalla nostra holding, l'Iccrea. Certo, abbiamo ancora qualche problema per impieghi fuori provincia che in parte abbiamo sanato, in parte stiamo sanando». La vicinanza al mondo delle imprese è consolidata anche dalla creazione di un Centro imprese che affianca oltre 130 aziende locali nel loro lavoro di import-export; un impegno che vale poco meno di 180 milioni già accordati. «Di questo servizio - spiega il presidente Amadori - siamo particolarmente orgogliosi e i risultati ci hanno dato ragione dal momento che gli anticipi alle imprese per import-export sono aumentati del 18% grazie al nostro servizio estero particolarmente efficiente. Ma siamo orgogliosi anche del fatto che nonostante la crisi generale, siamo riusciti a fare assunzioni, a dare una prospettiva ai giovani».
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