Il Tirreno

Pistoia

Altri quattro mesi di cassa integrazione per gli operai Lg Plast

Marta Quilici
Rifiuti all’interno dello stabilimento
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Rifiuti all’interno dello stabilimento

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 AGLIANA. Tutti gli operai Lg Plast senza stipendio dall'inizio dell'anno. Ieri mattina in Provincia è stata firmata la cassa integrazione in deroga per quattro mesi per i 19 dipendenti ex Recoplast riassunti a fine 2010 dalla nuova società. L'azienda aglianese dall'inizio dell'anno ha pagato soltanto una delle almeno quattro mensilità arretrate.  E quei pochi spiccioli di tredicesima (circa tremila euro da dividere tra tutti i dipendenti) accumulati nelle poche settimane di lavoro del 2010. Intanto pare che l'azienda abbia finalmente iniziato i lavori sugli scarichi idrici senza i quali la Provincia finora non ha potuto autorizzare l'attività. Adesso la Lg Plast ha tempo quattro mesi (la durata della cig in deroga) per la conclusione delle opere; nel frattempo dovrà accordarsi con i sindacati su un piano di rientro delle mensilità arretrate. Lunedì prossimo sindacati e azienda saranno nuovamente in Provincia al tavolo dell'unità di crisi per fare il punto della situazione. L'accordo di ieri mattina sembra essere l'unico traguardo che negli ultimi quattro mesi è riuscito a dare una minima prospettiva di stabilità, seppur a breve termine, ai 19 della Lg Plast.  Lo scorso 14 marzo i dipendenti (in maggioranza donne e immigrati) avevano organizzato un presìdio di fronte all'azienda, erano in stato di agitazione da più di un mese e in sciopero permanente da due settimane. Già allora, infatti, i lavoratori contavano diverse mensilità arretrate. Da allora non è cambiato quasi niente se non per l'erogazione di un unico stipendio e degli spiccioli della tredicesima. «I lavoratori - spiega Marco Ballati, Filctem Cgil - hanno continuato lo sciopero fino al giorno in cui è arrivato lo stipendio arretrato. Poi sono rientrati a lavorare, ma per pochi giorni, forse una settimana, dopodiché sono stati messi quasi tutti in ferie e solo una piccola parte è rimasta a lavorare per predisporre la struttura, in funzione dei lavori agli scarichi dell'acqua».  Senza l'adeguamento e la messa a norma dell'impianto idrico, infatti, la Provincia non potrà dare l'autorizzazione necessaria all'inizio delle attività. «Abbiamo chiesto alla Provincia - continua Ballati - di presenziare alla firma dell'accordo sulla cig in deroga (era presente l'assessore al lavoro Roberto Fabio Cappellini, ndr), nonostante non fosse necessaria la sua presenza, per avere la garanzia di un soggetto istituzionale che avesse un ruolo di controllo e monitoraggio sulla vicenda. Per quanto riguarda il piano di rientro degli stipendi, la questione è ancora oggetto di trattativa sindacale: l'azienda ha fatto alcune proposte che ancora non ci convincono pienamente. Intanto stanno andando avanti senza rallentamenti le vertenze aperte e le ingiunzioni di pagamento nei confronti dell'azienda».

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