Attenzione
Allarme per il bacino di Gello
Fabio Calamati
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Alessandro Capecchi e il bacino comè ora Capecchi (Pdl): opera a rischio. L'assessore Tuci: solo un ritardo
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PISTOIA. Allarme per la realizzazione del bacino di Gello e delle casse di espansione ai laghi Primavera: ci sono ritardi nella progettazione e nel finanziamento dell'opera pubblica, che con i suoi trenta milioni di euro è uno degli interventi più importanti mai realizzati a Pistoia. A suonare la sirena dell'allarme, lunedì pomeriggio in consiglio comunale, è stato il capogruppo del Pdl Alessandro Capecchi, intervenendo sul bilancio consuntivo 2010 del Comune. «Il 16 maggio - spiega Capecchi - è convocata una riunione del collegio di vigilanza, l'organismo previsto dall'accordo di programma del 2009 tra Ministero dell'ambiente, Autorità di bacino dell'Arno, Ato 3, Comune, Provincia e Consorzio Ombrone per la realizzazione dell'intervento a Gello e ai Laghi Primavera. In quell'occasione si dovrà fare il punto sugli impegni che ciascuno si era preso ed emergerà la verità, cioè che buona parte del finanziamento dell'opera ancora non c'è. E allora i 9,5 milioni di euro che il Ministero dell'ambiente ha messo da due anni a disposizione dell'intervento, potrebbero essere anche chiesti indietro dal Ministero, che ha da far fronte a situazioni particolarmente difficili a livello nazionale. In fondo Pistoia, dopo l'apertura del collegamento diretto con gli acquedotti di Prato e Firenze, non si trova in una situazione di emergenza». La quota di finanziamento che ancora manca è quella dell'Ato 3, che doveva trovare le risorse necessarie (oltre 15 milioni) nei Piani operativi triennali 2007-2011 e 2011-2014, traendoli dai proventi delle tariffe del servizio idrico. Il vecchio Pot, approvato nel novembre 2008, prevede solo 3,5 milioni di euro sulla partita Gello. Manca il resto, che sarebbe dovuto arrivare con il nuovo Pot. «Ma l'Ato 3 è al momento privo di consiglio di amministrazione - continua Capecchi - e nella convenzione siglata a febbraio tra Comune e Publiacqua non si affronta il tema dei finanziamenti». Per inciso: il consiglio di amministrazione dell'Ato 3 (presidente il pratese Del Vecchio, dimessosi; a rappresentare Pistoia Alessandro Coppini) ha terminato il suo mandato il 31 dicembre scorso e non è stato ancora rinnovato. L'Ato è l'assemblea di tutti i Comuni dell'area Medio Valdarno, compresi Firenze, Prato e Pistoia). «E poi - incalza Capecchi - c'è il tema delle progettazioni, che il Comune di Pistoia ha preso l'impegno a svolgere, sostituendo il Consorzio Ombrone. Anche queste sono in ritardo ed è una precisa responsabilità dell'amministrazione comunale». «Sia chiaro - conclude Capecchi - nonostante tutto ritengo che il bacino di Gello sia un'opera importante e che va assolutamente fatta. Sarebbe una gravissima responsabilità del Comune se il Ministero per l'ambiente ci chiedesse indietro il finanziamento». Cosa risponde l'amministrazione? «I ritardi ci sono - ammette il vicesindaco Mario Tuci - ma non dipendono da noi, bensì dall'Ato e dalla situazione di stallo in cui si trova. La settimana prossima dovrebbe essere nominato il nuovo consiglio di amministrazione, che inizierà subito a lavorare sul Pot. Spero che in tempi rapidi, magari prima dell'estate, il piano sia pronto».
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