Il Tirreno

Pistoia

La Provincia invia una diffida ai gestori

Beatrice Faragli
Particolari dell’esterno e dell’interno dell’impianto di via Tobagi
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Particolari dell’esterno e dell’interno dell’impianto di via Tobagi

Dai sopralluoghi dell'Arpat emerse inadempienze sia formali che procedurali

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 MONTALE. La Provincia di Pistoia firma l'atto di diffida per la Ladurner Impianti srl, gestore del termovalorizzatore montalese. Entro la metà di maggio la ditta dovrà fornire delle risposte a una serie di incongruenze gestionali rintracciate nell'ordinanza provinciale.  L'amministrazione pistoiese si è mossa il 21 aprile scorso, dopo aver ricevuto un rapporto di ispezione ambientale sull'inceneritore di via Tobagi redatto dall'Arpat il 12 dello stesso mese e protocollato in Provincia sette giorni più tardi.  «La diffida - spiega l'assessore provinciale all'Ambiente Rino Fragai - è scaturita da alcuni sopralluoghi fatti dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale all'interno dell'impianto. Nell'ambito di questi controlli sono state registrate delle problematiche, sia a livello procedurale che formale, sulla gestione complessiva del termovalorizzatore».  Per prima cosa la Ladurner è richiamata ad osservare tutte le prescrizioni dettate dall'Aia, l'Autorizzazione integrata ambientale, necessarie al buon funzionamento dell'inceneritore. Nel dettaglio sono tre le disposizioni che la società dovrà soddisfare: le procedure sulla ricezione dei carboni attivi; la comunicazione tempestiva (non oltre le ventiquattro ore) all'autorità di controllo in caso di disfunzionamenti o guasti dei dispositivi di abbattimento delle emissioni; la predisposizione di apposite platee impermeabilizzate per tutte quelle zone in cui, per effetto dello stoccaggio di contenitori con sostanze liquide, possono verificarsi sversamenti accidentali.  Nonostante, infatti, la richiesta ufficiale avanzata dalla Provincia alla Ladurner lo scorso 10 marzo in merito al sistema di misurazione dei carboni attivi, con un invito a individuare cause e soluzioni del malfunzionamento del sistema entro 30 giorni (ricordiamo che da dicembre 2010 a marzo 2011 sono stati registrati ben tre superamenti della soglia d'attenzione nelle emissioni di diossine e furani), la ditta non sembra essersi mossa.  «Ad oggi - si legge nell'atto di diffida - la società non ha effettuato nessuna comunicazione in tal senso».  Tra poco più di una settimana quindi la Ladurner dovrà presentare un rendiconto dettagliato su molti aspetti gestionali individuati dall'atto provinciale. «La diffida - precisa Fragai - non è un provvedimento sanzionatorio ma un primo strumento per ottenere una rendicontazione generale sulla gestione, alla luce soprattutto delle incongruenze rilevate da Arpat».  A breve inoltre, probabilmente nel giro di pochi giorni, arriveranno anche i risultati delle analisi effettuate dall'Agenzia regionale sulle emissioni della linea 3. In caso di risultati positivi l'inceneritore uscirà dall'attuale istruzione di lavoro 19 (procedura provinciale attivata dopo gli sforamenti del limite di guardia degli scorsi mesi).

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