Proteste
«L'uccisione di Bin Laden non è affar nostro»
Francesco Albonetti
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La preghiera degli islamici pistoiesi nella moschea di Sant Agostino L'imam: la comunità musulmana da sempre contro il terrorismo
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PISTOIA. L'uccisione di Bin Laden? Non è una faccenda che riguardi la comunità islamica pistoiese. Anzi, come riferisce l'imam, cioé il capo della comunità Harrousse Bouchaib, «è una notizia che non mi ha fatto né caldo né freddo». Più attenzione, invece, ai problemi locali. A cominciare dalla non ancora risolta questione del cimitero islamico e poi la moschea, o meglio, quel magazzino di Sant'Agostino adibito a moschea. «Come abbiamo sempre detto fin dall'inizio - dice, titolare di una macelleria in via Puccini - noi siamo contro il terrorismo e contro una concezione sbagliata dell'Islam che pone l'odio e la guerra al centro di tutto. Su questo tema siamo categorici e lo abbiamo dimostrato fin da quando i primi magrebini o emigrati di religione musulmana sono arrivati a Pistoia, nel lontano 1997». L'imam pistoiese patteggia per la pace, la tolleranza, i valori della vita e non vede di buon occhio lo scontro in atto ormai da anni a suon di guerre e attentati: «Come non possiamo sostenere Al Quaida, non ci piace neppure l'atteggiamento ipocrita dell'Occidente che prima ha venduto le armi e sostenuto alcune dittature nei paesi arabi e adesso che sono scoppiati i disordini dimentica tutto e patteggia coi rivoltosi». Bouchaib ritiene, invece, che le ondate migratorie conseguenti a quelle guerre e rivoluzioni siano un problema molto serio: «L'Europa ha il dovere di aiutare questa gente invece di respingerla. Noi stessi abbiamo aiutato la Misericordia per il gruppo di tunisini arrivato di recente in provincia. Purtroppo un visto di sei mesi serve a poco, questi ragazzi devono trovare una sistemazione come fu trovata a tanti italiani emigrati all'inizio del secolo scorso in America e, dopo la seconda guerra mondiale, in Germania e Svizzera». Venendo ai temi più pistoiesi, l'imam lamenta che sul fronte della porzione di cimitero da riservare ai defunti islamici, tutto è ancora fermo. «Era il 1999 quando presentammo la domanda. La proposta è già stata approvata dal consiglio comunale, ma ancora non si è visto nulla. Cosa aspettano? Un problema di soldi? Non credo, abbiamo detto fin da subito che, una volta preso il terreno, pensiamo a tutto noi». E sulla moschea, Bouchaib confida in un piccolo contributo che aiuti la comunità a pagare l'affitto di 1200 euro al mese. «La crisi economica c'è per tutti, non abbiamo mai chiesto niente ma vorremmo che la Regione ci desse un aiuto».
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