Insieme a Gioia alle prese con l'ufficio anagrafe
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Gioia risponde al telefono nel giardino dellufficio anagrafe, dove è stata a chiedere la nuova residenza «Vuol cambiare residenza? Tra 15-20 giorni veniamo a controllare»
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PISTOIA. Gioia è in Italia da più di otto anni. E' arrivata dall'Ucraina insieme ai suoi figli, vive a Pistoia dove lavora come badante. Adesso però deve presentare la richiesta di cambio residenza per potersi trasferire a casa di un nuovo assistito. L'abbiamo accompagnata all'ufficio anagrafe del Comune per capire meglio la diatriba "burocratica" sorta tra Palazzo di Giano e Cna. Gioia chiede il cambio di residenza specificando che sta lavorando come badante: dopo aver espletato le pratiche burocratiche, le viene rilasciata una ricevuta e comunicato che, nel giro di 15-20 giorni, la Polizia municipale verrà a effettuare un controllo per verificare che abiti effettivamente all'indirizzo da lei indicato. Solo allora sapremo se Gioia sarà "inquadrata" come facente parte di un nucleo familiare a sé stante oppure come componente aggiuntivo della famiglia presso la quale lavora. «Quello della badante è spesso un impegno a tempo pieno, 24 ore su 24, a seconda dei problemi del tuo padrone - afferma Gioia - Sono arrivata dall'Ucraina insieme ai miei figli, desiderosi di studiare all'università. Ho cominciato a lavorare per pagare la retta di mia figlia: non credevo fosse così costosa l'università italiana». Ma anche con lo stipendio da badante Gioia non riesce a pagare tasse e libri di scuola, così la figlia torna in Ucraina insieme al fratello, lasciando la madre a Pistoia. «Mia figlia è tornata in Ucraina e dopo poco tempo ha conosciuto un ragazzo e si è sposata - racconta - Non potevo lasciare Pistoia e il lavoro come badante che nel frattempo avevo trovato, perché volevo provvedere a pagare le spese per il matrimonio di mia figlia». L.G.
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