Sicurezza
«C'era un'atmosfera indescrivibile»
◗
A fianco, il Posto medico avanzato allestito a Roma dai volontari della Misericordia; sotto la bara di Giovanni Paolo II in San PietroDavid: «Non potevo mancare, con Karol Wojtyla ci sono cresciuto»
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Un milione e mezzo di persone. Tanti, secondo la Questura di Roma, sono stati i pellegrini che hanno partecipato alla beatificazione di Papa Giovanni Paolo II domenica nella capitale. Tra i mille pullman che hanno raggiunto Roma anche uno di fedeli pistoiesi, partito nella notte tra sabato e domenica con trenta persone a bordo, organizzato dal circolo Acli di Montemagno di Quarrata. «Hanno aderito molte persone provenienti da altre città come Pescia e Monsummano. C'era qualche ragazzo ma soprattutto trentenni e persone tra i 40 e i 50 anni di età. C'era anche un gruppo di fedeli di Serravalle, accompagnati dal parroco del paese don Stanislao - racconta Elisabetta Guidi -. Abbiamo seguito l'intera cerimonia dal maxi schermo di Castel Sant'Angelo, dalle 10 fino a mezzogiorno e mezzo. Dopo abbiamo cercato di raggiungere la basilica di San Pietro, per rendere omaggio al feretro del Papa ma anche se avevano tolto le transenne e "aperto" la piazza, la fila di persone che si era formata era chilometrica e non ce l'abbiamo fatta. Certo siamo stati dispiaciuti di non aver potuto pregare davanti alla bara di Giovanni Paolo II - conclude Elisabetta -, ma è stata davvero un'esperienza molto bella e toccante, tutti sono stati contenti, nonostante la fatica, di aver partecipato. A Roma non avevo mai visto tanta gente così in vita mia: persone di tutte le nazionalità, alcune vestite anche in modo folkloristico. C'erano tanti giovani che avevano raggiunto Roma già dal venerdì notte, accampandosi con le tende per avere un posto più vicino possibile a piazza San Pietro». Nel gruppo di fedeli pistoiesi c'era anche David Moncini: «Faccio l'autista di lavoro e quindi a Roma ci sono andato molto spesso, ad esempio nel '99 per la beatificazione di Padre Pio e nel 2000 in occasione del Giubileo. Ma tanta gente come quella presente domenica per Giovanni Paolo II non l'avevo mai vista - racconta -. All'inizio c'eravamo diretti verso piazza Risorgimento, ma quando siamo arrivati era già piena così siamo andati a Castel Sant'Angelo. E' stata una bellissima esperienza, faticosa, ma assolutamente imperdibile. Seguire la cerimonia dal maxi-schermo in mezzo a tutta quella folla è stato stancante ma ne è valsa la pena. Chi ha preferito seguire la beatificazione da casa si è affaticato meno ma se ne è pentito: l'atmosfera che si respirava era indescrivibile, una cosa fuori dal normale. Non sono voluto mancare - conclude David -. Perché con papa Giovanni Paolo II ci sono cresciuto e per me, come credo per tanti altri, è stato più di un Papa, è stato un papà». Insieme al gruppo di trenta persone partito da Pistoia c'era anche il parroco di Serravalle pistoiese don Stanislaw Jakubczak (per tutti don Stanislao), polacco di Zamosc, città a circa 350 chilometri da Wadowice, dove è nato Giovanni Paolo II: «Ho visto tantissima gente e tutti erano emozionati - afferma -. Partecipare alla cerimonia di beatificazione è stata un'esplosione di gioia, così come fu un esplosione di tristezza partecipare ai funerali nel 2005». Luca Giuntini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
