Il Tirreno

Pistoia

La vendita delle partecipazioni non strategiche non sfiora le “publi”

Addio solo a tre società

L’ingresso dello stabilimento di Firenze della Centrale del latte
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L’ingresso dello stabilimento di Firenze della Centrale del latte

Via da Fidi Toscana, Banca etica e Centrale del latte

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 PISTOIA. L'arcipelago delle "publi", le aziende di servizi partecipate dal Comune, passerà indenne dalle forche caudine della Finanziaria 2008, quella che imponeva agli enti locali di vendere le quote di società prive di finalità istituzionali vere e proprie.  Palazzo di Giano rimarrà quindi dentro Publiacqua (l'azienda degli acquedotti), Publicontrolli (verifiche delle caldaie) e Publiservizi (la holding con cui Palazzo di Giano controlla la società dei rifiuti, Publiservizi, e quella del metano, Toscana Energia). Saranno mantenute anche le partecipazioni in Farcom, l'azienda delle farmacie, nella Spes (gestione case popolari), nell'Uniser (il consorzio che gestisce il polo universitario) e anche nella Immobiliare XXVII Aprile, la società che sta in piedi solo perché è proprietaria del palazzo nella strada omonima dove hanno sede diversi uffici del Comune. Talmente poco che la giunta Berti vuole ampliarne le funzioni con relative modifiche allo statuto. Se così non avvenisse, via libera alla vendita.  Ad uscire dal vasto portafoglio di partecipazioni del Comune saranno quindi per ora solo 3 società: la Centrale del latte (cessione già decisa da anni ma finora mai concretizzatasi), Fidi Toscana (la finanziaria regionale che sta per trasformarsi in banca a tutti gli effetti) e la Banca popolare etica. Un dimagrimento assai meno imponente di quanto auspicato dagli avversari del "Comune imprenditore", soprattutto nel centrodestra.  La proposta della giunta comunale, elaborata dall'assessore alle aziende partecipate Barbara Lucchesi, è stata esaminata e licenziata nei giorni scorsi dalla sesta commissione del consiglio comunale e ora verrà esaminata in una delle prossime sedute dell'assemblea di Palazzo di Giano. Ma difficilmente arriveranno delle sorprese.  Come ha spiegato l'assessore, la giunta propone di mantenere la propria presenza nelle società Copit, Farcom, Publiacqua, Spes, Uniser, in quanto possono essere inquadrate tra quelle che si occupano di servizi di interesse generale. Verrà mantenuta anche la partecipazione a Publicontrolli perché la società non opera in contrasto con i principi enunciati dalla Finanziaria e, in più, svolge un'attività strumentale rispetto ai compiti del Comune (ma occorrerà aggiornarne lo statuto).  Verrebbero invece dismesse le partecipazioni che riguardano la Centrale del latte, la Banca popolare etica e Fidi Toscana.  Quanto a Publiservizi, l'azienda è passata da holding operativa a holding pura (che non ha compiti operativi diretti). Il mantenimento della partecipazione verrà valutato sulla base del nuovo statuto societario che il consiglio comunale dovrà approvare.  Il presidente della commissione, Giovanni Petruzzelli, ha affermato che lo statuto di Publiservizi deve essere approvato prima della delibera di mantenimento o dismissione delle quote societarie.

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