Gioco
Per combattere il precariato, da maggio scatta un accordo firmato in Regione dai sindacati
Posti fissi? Solo tredici su cento
Tiziana Gori
◗
Giovani al lavoro in un call center Il 57% dei contratti è a termine, ma oggi scatta la mobilità in deroga
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Al 30 settembre 2010 - dati dell'Osservatorio provinciale sul lavoro - il 57% dei contratti stipulati in provincia era a termine, solo il 13,4% a tempo indeterminato. L'avviamento al lavoro con rapporti di tipo subordinato raggiungeva una quota allarmante: 86%. Un precariato in cui restano invischiati prima di tutto i giovani, alla fine del rapporto senza possibilità di accedere a sussidi, se non la disoccupazione ordinaria Inps. Da maggio non sarà più così. Anche i lavoratori con contratti a termine potranno contare su qualcosa di più. Questo se rientreranno nei parametri fissati dall'accordo per la mobilità in deroga firmato in Regione la scorsa settimana. Gli ex interinali, i lavoratori a termine e gli apprendisti licenziati avranno diritto a 4 mesi di sussidi (circa 860 euro lorde al mese), a 12 mesi di sussidi i lavoratori licenziati per i quali sia maturato il diritto alla pensione nei 12 mesi successivi. Una conquista che il sindacato rivendica con orgoglio alla vigilia della Festa del Lavoro e a cui ha dato un grosso slancio anche la Regione Toscana. La mobilità in deroga è infatti inserita nell'intesa per rifinanziare la cassa integrazione in deroga in Toscana nel triennio 2011-2013, concertata insieme alle associazioni di categoria e ai sindacati. Le risorse investite dalla Regione ammontano a 30 milioni di euro. «Siamo stati i promotori dell'estensione del sussidio a figure sinora escluse, come i lavoratori a termine, e siamo indubbiamente soddisfatti», commenta Valter Bartolini, coordinatore regionale Cgil Dipartimento mercato del lavoro. Che spiega: «L'accordo è piuttosto restrittivo. Una decisione della Regione, che abbiamo condiviso, per evitare che vengano messi a repentaglio i fondi destinati alla cassa integrazione in deroga, ancora fondamentali in Toscana». La Regione, in pratica, ha fissato quella che Bartolini definisce «un'asticella alta». Per accedere ai sussidi i lavoratori dovranno dimostrare di avere un'anzianità di rapporto a tempo determinato o interinale di almeno 12 mesi e 36 mesi complessivi di lavoro con qualsiasi altro tipo di contratto. Un percorso professionale che non possono vantare tanti giovani. I giochi però non sono ancora fatti. «Era importante dare una prima risposta, un segnale di attenzione al mercato del lavoro giovanile, sempre più soggetto a limiti e ricatti». Se gli avviamenti hanno registrato, nel 2010, lievi cenni di ripresa (+6.5% alla fine del terzo trimestre rispetto al 2009), su 28169 procedure gestite dai Centri per l'impiego della Provincia, ben 24.225 hanno riguardato rapporti di lavoro subordinato (di questi, 16.056 a tempo determinato). Solo 3.661 gli avviamenti a tempo indeterminato. «La sperimentazione dell'accordo andrà avanti per 3 mesi, durante i quali cercheremo di capire le dimensioni del fenomeno». In pratica, quanti saranno i giovani che si presenteranno ai sindacati e ai Centri per l'impiego chiedendo il sussidio. «Trascorso questo periodo incontreremo di nuovo l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, che ha dato la sua disponibilità a valutare parametri di accesso alla mobilità meno restrittivi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
