Sicurezza
Le spoglie di don Marini rimarranno a Campiglio
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QUARRATA. Il canonico don Luigi Marini rimarrà per sempre nel cimitero di Campiglio. Dopo le proteste degli abitanti della frazione quarratina e del capogruppo Pd Gabriele Romiti per l'imminente esumazione delle spoglie dello storico parroco del paese, giovedì sera il consiglio comunale di Quarrata ha riconosciuto il carattere di perpetuità alla sua sepoltura. Il consigliere Udc Alessandro Cialdi, nell'approvare la decisione, ha proposto una verifica congiunta di tutte quelle figure significative per Quarrata che possano godere della sepoltura perpetua. «Per due volte in poco tempo, prima con Alfredo Fabbri, poi con don Luigi Marini, ci siamo trovati in consiglio comunale a deliberare in maniera straordinaria la loro sepoltura perpetua. Forse è opportuno considerare la questione in maniera più ampia facendo una verifica complessiva». L'unico astenuto alla votazione è stato il consigliere del Pd Luca Marini, di cui don Luigi era lo zio. Il sindaco di Quarrata Sabrina Sergio Gori ha ricordato l'impegno di don Marini durante la Seconda guerra mondiale: nella sua parrocchia trovarono ospitalità i partigiani e tra le mura di quella canonica nacque il primo Comitato di liberazione nazionale di Quarrata. Il canonico Luigi Marini è stato parroco di Campiglio per oltre 40 anni, dal 1919 al 1962. Fu ordinato sacerdote il 18 settembre del 1909 e inizialmente fu cappellano a Santomoro. Dal 24 settembre del 1919 fu nominato parroco di Campiglio dove i rimase fino alla morte. Sempre nel '19 fu nominato canonico onorario della cattedrale di Pistoia. Dal 1935 al '39 ha insegnato sacra eloquenza in seminario a Pistoia e dal '50 al '60 è stato vice-ufficiale del tribunale ecclesiastico diocesano. Durante la Seconda guerra mondiale la canonica della chiesa fu rifugio per coloro che dovevano scappare e salvarsi dai tedeschi. M.Q.
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