Sicurezza
Il tirocinio formativo torna alle origini
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Gianfranco Simoncini Bartolini (Cgil): «Importante intesa raggiunta a Firenze»
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PISTOIA. Firmato venerdì mattina in Regione, alla presenza delle associazioni datoriali, dei sindacati e dell'assessore al lavoro Simoncini, un protocollo d'intesa sui tirocini formativi. Insieme all'accesso alla mobilità in deroga per i lavoratori subordinati è, secondo il sindacato, la più importante vittoria del mondo del lavoro dell'ultimo anno. «Tra il 2008 e il 2010 - spiega Valter Bartolini, Cgil - il ricorso ai tirocini in Toscana è aumentato del 40%». «Contemporaneamente - prosegue il sindacalista della Cgil - sono calati in maniera drastica i contratti di apprendistato. Diminuiscono i contratti a termine, mentre aumentano i voucher e i lavori intermittenti (a chiamata)». «Il contratto di somministrazione (ex interinale) è stato sostituito da forme atipiche che danno ancora meno garanzie». Più che un uso della flessibilità, insomma, secondo il sindacato, c'è stato un abuso. A cui porre un limite. «Tutte le parti sociali si sono trovate d'accordo - afferma Bartolini - Il tirocinio deve tornare alle sue funzioni originarie. Nel protocollo è prevista l'istituzione di una borsa lavoro di 400 euro al mese e la presenza di un tutor al fianco del tirocinante». «Sarà possibile - non obbligatorio - per il datore, usufruire di questa formula. La Regione Toscana coprirà il tirocinio con un contributo pari al 50% della borsa lavoro (200 euro al mese). La Regione assicurerà inoltre un contributo a fondo perduto di 8000 euro - 10000 per i lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate - in caso di assunzione a tempo indeterminato al termine del tirocinio». Nei prossimi giorni la giunta regionale renderà il protocollo operativo a partire dal 2 giugno. «Noi - conclude Bartolini - aspettiamo che la Regione lo trasformi in legge, una legge obbligatoria per tutte le aziende che hanno intenzione di servirsi di tirocinanti». T.G.
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