Gioco
Un'altra estate al buio nel parco di Carabattole Niente luci né videosorveglianza
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Il laghetto con il ponte e il porticciolo Sotto Alberto Ciampi Erano previsti 60 lampioni. L'assessore Ciampi: «I soldi ci sono ma non possono essere spesi per il rispetto del patto di stabilità»
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AGLIANA. Secondo anno al buio per il polmone verde di Carabattole. Il parco, inaugurato nel giugno del 2010, si prepara quasi certamente ad una nuova estate senza lampioni. I due ettari di terreno da oltre 900 mila euro, con tanto di laghetto, ponte e porticciolo, avrebbero dovuto essere fiore all'occhiello del territorio aglianese e centro d'aggregazione per i cittadini della zona. Qui però, dopo le otto, diventa difficile persino mangiarsi un gelato. L'area, complice il buio pesto, è già stata nel mirino di vandali e ladri. Tra la calura estiva del 2010 alcuni ignoti si son portati via anche le lamiere della passerella che solca lo specchio d'acqua. Di interventi tempestivi però nemmeno l'ombra. «I soldi per l'illuminazione - spiega l'assessore ai lavori pubblici Alberto Ciampi - ci sarebbero. Abbiamo a disposizione l'avanzo di risorse dell'opera. Ma, al momento, non li possiamo spendere per i limiti imposti dal patto di stabilità». Insomma, la moneta c'è ma non può essere spesa. «In questa fase di bilancio non è possibile fare una previsione certa su quando e come interverremo». Le risposte arriveranno nel corso dell'anno. Quasi certamente quindi l'area verde inizierà una nuova estate immersa nella notte stellata. «I punti luce (la zona ha già una predisposizione per 60 attacchi, ndr) sono ovviamente una delle cose che vorremmo realizzare nell'area», dice Ciampi. L'altra priorità è sicuramente la videosorveglianza. Anche le telecamere però sono legate a doppio filo al patto di stabilità. Il risultato è identico a quello registrato nella primavera 2010: l'area verde è aperta ma con molte cose ancora da sistemare. Poco prima dell'apertura ufficiale il centrodestra aveva lanciato il monito: «Sì all'opera purchè non diventi ricettacolo di microcriminalità, spaccio e prostituzione». La paura in sostanza era che alla realizzazione dell'impianto non corrispondesse poi uno stretto controllo sulla struttura da parte dell'amministrazione. All'epoca l'opposizione fece forza sulla giunta per una recinzione contro possibili atti vandalici (azioni che, tra l'altro, erano state registrate ancor prima dell'inaugurazione di giugno). L'estate 2010 infine non ha risparmiato al parco "bravate" e atti indecorosi. Dai sassi dell'arginatura gettati nel laghetto (col rischio di rompere la guaina del fondale) alle scritte sulle panchine, dal furto delle lamiere di protezione alle corse con i motorini: un anno da non ripetere.
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