Sicurezza
Sotto accusa due ex manager della Wind
La procura: diffamato imprenditore pistoiese
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PISTOIA. Due manager di grosso calibro del settore telecomunicazioni rischiano di essere processati con l'accusa di calunnia ai danni di un piccolo imprenditore, già titolare di alcuni negozi di telefonia a Pistoia, Prato e Montemurlo. Si tratta di Paolo Dal Pino, milanese di 49 anni, amministratore delegato della Wind fino al 2006, e Luigi Gubitosi, napoletano cinquantenne, ad della compagnia telefonica fino a mercoledì scorso. Il gup di Prato ha fissato per il 26 maggio l'udienza in cui Gubitosi e Dal Pino sapranno se saranno processati con l'accusa di calunnia nei confronti di Venerino Lo Cicero, pistoiese trapiantato a Montemurlo, per averlo ingiustamente accusato di aver provocato un danno milionario alla compagnia telefonica. La storia inizia nel 2006, quando Wind presenta un insolito esposto a firma di Dal Pino contro Lo Cicero, sospettato di falso e truffa. Lo Cicero è titolare di due società (Elledue srl ed Ellegroup srl) che hanno un contratto di franchising con Wind, cioè vendono i prodotti telefonici della compagnia nei negozi di Pistoia, Prato e Montemurlo. L'imprenditore era uno dei primi dieci agenti Wind a livello nazionale, ma nel 2005 il rapporto si è incrinato: Lo Cicero ha contestato il mancato pagamento di contratti già stipulati e la compagnia ha deciso di revocargli il mandato. Il passo successivo è l'esposto di Wind in cui si accusa Lo Cicero di aver attivato 6.284 schede telefoniche intestandole a 1.151 soggetti fittizi e di aver lucrato sull'attività di reselling, guadagnando sulla differenza delle tariffe a scapito di Wind e provocandole un danno di 16 milioni di euro. Secondo Venerino Lo Cicero l'esposto di Wind è solo una ritorsione perché nel frattempo l'imprenditore pistoiese è stato tra i fondatori del Consorzio Piave, che contesta le presunte condizioni capestro imposte dalla compagnia agli agenti. La Procura verifica gli elementi raccolti e si convince che le accuse non sono fondate. E chiede l'archiviazione, a cui nel settembre 2007 si oppone la Wind con un atto a firma dell'amministratore delegato Luigi Gubitosi. Il gip archivia a dicembre e l'esposto diventa un boomerang: la richiesta di rinvio a giudizio di Luigi Gubitosi, per quasi sei anni al timone di Wind, e Paolo Dal Pino, già uomo di fiducia di Marco Tronchetti Provera in Sudamerica per la Telecom. La tesi della Procura è che i due super-manager fossero perfettamente a conoscenza di come funzionava il sistema di reselling e abbiano accusato ingiustamente Lo Cicero per rimetterlo in riga.
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