Il Tirreno

Pistoia

Commissioni congiunte di Comune e Provincia sull’Atp, sotto attacco Grattacaso

Migliaia di ore di straordinario ma si riduce l'impiego dei precari

La platea del teatro Manzoni durante uno spettacolo
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La platea del teatro Manzoni durante uno spettacolo

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 PISTOIA. Le tre commissioni consiliari di Comune e Provincia si erano riunite per iniziare il percorso che porterà alla modifica dello statuto dell'Associazione teatrale pistoiese, ma alla fine si è discusso molto delle cose che non vanno. Sotto accusa la situazione dei precari per i quali non esiste, al momento, alcun progetto di stabilizzazione.  Durissimo il consigliere comunale dell'Idv Andrea Betti che dopo aver denunciato un uso abnorme dello straordinario da parte dei dipendenti (1.800 ore all'anno), ha ipotizzato perfino la proposta di revoca dell'incarico al presidente Giuseppe Grattacaso. Anche Alessandro Tomasi (Pdl), è andato giù duro denunciando il paradosso delle 1.800 ore di straordinario del personate a tempo indeterminato a fronte di una forte riduzione nell'impiego dei precari. Su questa questione, la reazione del Pd, che che esprime il presidente dell'associazione, è stata molto tiepida. Sempre di Grattacaso il consigliere provinciale Bonacchi ha poi lamentato una certa arroganza.  Le commissioni consiliari, due della Provincia ed una del Comune, si erano riunite congiuntamente per discutere la situazione finanziaria e organizzativa dell'Atp. Erano stati convocati i membri delle commissioni cultura di Comune e Provincia e i membri della commissione bilancio della sola amministrazione provinciale, presiedute, per ordine, dai consiglieri Riccardo Fantacci (presidente anche della seduta congiunta), Valerio Bonfanti e Marcello Paci. Alla riunione congiunta, voluta dai tre presidenti di commissione, erano presenti anche gli assessori Mirco Vannucchi del Comune di Pistoia e Chiara Innocenti della Provincia. Marcello Paci ha osservato che la quota annuale stanziata dai due enti appare vincolata come se fosse una spesa obbligatoria, imposta per legge. «I due maggiori enti contributori risultano in minoranza nell'assemblea dei soci. Di qui la difficoltà di modificare lo statuto. Sembra che economizzare nell'Atp sia un tabù».  La proposta del Comune era quella di tagliare per 30.000 euro, quella della Provincia per 100.000 euro. L'assessore Chiara Innocenti ha ribadito che gli enti vogliono valorizzare il lavoro dell'associazione. Non vi sono dubbi sull'attività, ma il mondo è notevolmente cambiato dai primi anni 80, quando lo statuto è stato introdotto. L'assessore ha ricordato che almeno l'adeguamento Istat del contributo è stato abolito. Il finanziamento dell'associazione teatrale rende rigido il bilancio provinciale delle attività culturali, assorbendo quasi tutte le risorse. La Provincia vorrebbe intervenire non sul programma centrale ma sulle manifestazioni collaterali come "In verso veritas".  L'assessore al bilancio e alla cultura del Comune, Mirco Vannucchi, ha ribadito l'esigenza di salvaguardare la stagione teatrale. Il Comune ha subìto nel 2011 tagli per 3 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno quelli della Regione Toscana. L'Associazione teatrale è figlia di tempi lontani ed ha creato degli automatismi non più sopportabili. Il comune versa 728 mila euro, 432 mila la provincia. Comune e Provincia hanno chiesto ad Atp di fare alcune ipotesi per ridurre di 130 mila euro il finanziamento dei due enti. L'ipotesi formulata prevede la riduzione di tre attività collaterali (Pistoia Festival, Sentieri acustici, In verso veritas) e l'abbassamento dei compensi degli amministratori.  Molti gli interventi da parte dei commissari. Alcuni hanno insistito sul fatto che la partita della cultura non può giocarsi tutta sull'attività del Manzoni (Bonifanti, Siliana Biagini). Altri hanno rilevato la rigidità dei meccanismi di finanziamento previsti dallo statuto di Atp e ribadito la necessità di arrivare quanto prima ad una sua modifica (Mariani, Borchi, Francesca Bardelli, La Pietra, Sarteschi).  Altri ancora hanno collegato la vicenda Atp alle sorti generali della politica culturale, la quale deve perseverare ma abolendo gli sprechi (Alice Giampaoli) e valorizzando soprattutto le energie locali (Fusari).

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di Redazione web