Sicurezza
«Rivolgersi a un Dio generico è come pregare il diavolo»
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QUARRATA. «Siamo stati noi. Quella di mettere lo striscione e di diffondere i manifesti è stata una nostra iniziativa, nata dopo la segnalazione di due genitori della scuola». La voce ferma di Claudio Cardillo, responsabile regionale di Forza Nuova ed ex segretario di Pistoia, non fa trapelare il minimo ripensamento sul gesto di mercoledì alla scuola di Santonuovo. Tutt'altro. «L'iniziativa - spiega - è nostra e infatti l'abbiamo persino firmata: sui volantini abbiamo lasciato persino il numero di telefono del segretario di Pistoia di Forza Nuova Moreno di Massimo e anche l'indirizzo e-mail. Siamo convinti di quello che abbiamo fatto perché in quella scuola è stata presa una decisione gravissima». E spiega il perché: «In quella scuola viene fatta una preghiera a Dio invece che a Gesù. Per noi questo è grave perché, come movimento di fede cattolica, noi crediamo che pregare un Dio generico per accomodare tutti sia come pregare il diavolo». E ribadisce il concetto sostenendo che «ogni prete può confermare questa affermazione». Carillo si dice comunque «sicuro della buona fede della direttrice e delle maestre della scuola», resta però il concetto di fondo: «Siamo in un paese prevalentemente cattolico: prima, ad esempio, i testimoni di Geova, quando veniva recitata una preghiera uscivano di classe. Facciamolo ancora!». Ma perché non cercare un canale di dialogo con la scuola, invece di esordire con una protesta plateale? «Ci hanno contattato due genitori - spiega Cardillo - che ci hanno spiegato la situazione e ci hanno detto di aver provato a parlare con la direzione, ma che non erano riusciti a farlo. Questo è quello che ci hanno detto, poi non so se lo hanno fatto davvero». Insieme allo striscione c'erano anche molti manifestini firmati Forza Nuova che si concludevano con la scritta "speriamo in una Stella migliore", che ha fatto scattare la denuncia per diffamazione da parte di Stella Niccolai. «Sottolineo con forza - afferma Cardillo - che non ci sono mai stati intenti di minaccia nella nostra azione. SI è trattato solo di una protesta pacifica: rigetto ogni accusa di diffamazione o minaccia. Anzi, noi mercoledì pomeriggio siamo persino andati alle 17.30 davanti a scuola per la riunione con i genitori con l'intento di confrontarci, ma ci hanno fatto sapere che era riservata agli interni e non potevamo entrare». Ma lo striscione quando è stato messo? «Lo striscione è stato affisso la sera prima (martedì sera, ndr) che i genitori lo scoprissero all'entrata di scuola».
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