Gioco
Il caso delle 4 lavoratrici Pam licenziate a Montale
L'azienda dice no al reintegro con contratti di solidarietà
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Paolo Magnanensi 1 MINUTI DI LETTURA
MONTALE. Riunione dell'unità di crisi per le quattro ex lavoratrici della Montale srl (franchising Pam) licenziate lo scorso febbraio dal supermercato di via Buozzi. L'incontro di mercoledì sembra non lasciar spazio alla speranza: «La volontà della proprietà è quella di mantenere la posizione già presa», ha spiegato l'assessore provinciale all'industria Paolo Magnanensi. Nonostante le proposte avanzate dalla Provincia infatti - come un possibile reintegro delle lavoratrici con contratti di solidarietà - il muro alzato è irremovibile. Il rappresentante dell'azienda ha ribadito la necessità di un ridimensionamento dei dipendenti (da quattordici a dieci) per mantenere attiva la struttura. A nulla sono valsi gli sforzi del sindaco David Scatragli nel ricordare i nuovi insediamenti abitativi previsti per la zona del supermercato. La Montale Srl non fa marcia indietro. Tra l'altro le proposte avanzate mercoledì in Provincia erano già state oggetto di una precedente trattativa tra azienda e sindacati, finita anch'essa in una manciata di fumo. Anomala inoltre la decisione di attivare l'unità di crisi a licenziamento avvenuto. «Di solito - precisa Magnanensi - si fa quando ancora ci sono delle alternative da valutare. Tuttavia - continua - noi restiamo pienamente disponibili». B.F.
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