Il Tirreno

Pistoia

Sette imprese quarratine dell'agroalimentare si convertono al biologico

Le radici delle piante contribuiscono alla depurazione dei reflui Sotto Roberta Giuntini
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Le radici delle piante contribuiscono alla depurazione dei reflui Sotto Roberta Giuntini

Su tutte l'esperienza del Calesse: dall'impianto fotovoltaico ai pannelli solari alla fitodepurazione. E niente diserbanti

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 QUARRATA. I trifogli al posto del diserbante, i cartoncini colorati per allontanare le mosche: Il Calesse ha scelto il bio. Dopo la conversione all'agricoltura biologica della Fattoria di Santonuovo, un'altra grande azienda agricola quarratina ha scelto di passare alla coltura bio. Arrivano così a sette le imprese quarratine del settore agroalimentare che hanno fatto questa scelta. «La nostra conversione al biologico è appena iniziata», spiega la titolare Roberta Giuntini.  «Prima di arrivare a una coltura biologica riconosciuta - spiega - dovranno passare tre anni di transizione. Abbiamo però già iniziato a coltivare senza l'utilizzo di diserbanti e antiparassitari».  Il Calesse è agriturismo e azienda agricola che coltiva uliveti e vigne per il consumo interno, ma anche per la vendita al dettaglio, prevalentemente ai turisti. Ha cinque ettari di uliveto che in media rendono 20 quintali di olio all'anno. Lo spazio per le vigne è di circa 2000 metri quadri. «Per noi non è un cambiamento drastico - spiega Roberta Giuntini - perché di diserbante ne usavamo poco anche prima: è veramente brutto mostrare ai turisti le chiazze d'erba bruciata intorno agli olivi. Silvia Franzini (di Legambiente e Wwf, ndr) ci ha illustrato i passaggi pratici della conversione. Ad esempio, invece del diserbante basta piantare intorno agli ulivi il trifoglio (che è anche più bello da vedersi) che crea un tappeto chenon fa crescere l'erbaccia».  E se venisse la famosa mosca dell'olivo?. «Potremmo dare la calce e il rame che sono consentiti dal bio. C'è anche un altro metodo: applicando sugli ulivi dei cartoncini di un certo colore che distrae la mosca e la allontana. Ad ottobre vedremo come sarà l'olio!. Comunque credo di non variarne il prezzo, ma anzi penso che i clienti dell'agriturismo, sapendo che è un olio bio, siano maggiormente invogliati a comprarlo».  Per Il Calesse, però, la scelta ecologica viene da lontano: l'attenzione all'ambiente e all'energia pulita parte infatti dal 2003: «Con la ristrutturazione, nel 2003 abbiamo installato un impianto fotovoltaico sul tetto per la produzione di energia elettrica, uno con pannelli solari-termici per il riscaldamento della casa e l'acqua calda, un impianto di fitodepurazione e uno di raccolta delle acque piovane per l'irrigazione». A Quarrata oltre a Il Calesse stanno coltivando secondo le regole del biologico anche Le Piagge, Il Baugiano, La Fattoria Santonuovo, il Canto di Primavera del sogno antico, A'Santi, LaPennuccia.

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