Gioco
L'amico del fungaiolo: «Non ho niente da nascondere»
Luca Giuntini
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Roberto Nanni il fungaiolo di Bottegone Per i legali della sorella Roberto Nanni può essere stato ucciso e il cadavere sepolto
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PISTOIA. Sono le ultime due persone che hanno visto Roberto Nanni vivo prima che scomparisse nel nulla nei boschi di Pian di Novello il 20 agosto scorso. Massimo Mungai e Dorando Fochi, da quel giorno d'estate non si danno pace. Da quella mattina del 20 agosto, ricerche su ricerche per scovare anche la minima traccia di Roberto Nanni. Ma il Gruppo trekking Val Sestaione, che ha condotto le ultime attività, ha battuto la zona centimetro per centimetro ma di Roberto non è stato trovato nulla. E' stato proprio l'esito negativo delle ricerche a convincere i legali che rappresentano Lia Nanni, sorella di Roberto, a presentare un esposto alla procura della Repubblica. Un esposto che, oltre a suggerire nuove indicazioni sul tipo di indagini che secondo gli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi dovrebbero essere condotte, lancia una nuova ipotesi: qualcuno avrebbe ucciso Roberto e occultato il cadavere. Cosa ne dicono gli amici che l'hanno visto l'ultima volta? Si sentono accusati? Mentre Dorando preferisce non parlare della faccenda, Massimo concede qualche parola. «Sono tranquillissimo. Queste accuse lasciano il tempo che trovano. In questa storia non ho niente da nascondere. Ho piena fiducia nella magistratura». Massimo, Dorando e Roberto, con la macchina di quest'ultimo, arrivano al parcheggio di Pian di Novello la mattina del 20 agosto scorso. Dorando accusa un dolore a una gamba quindi decide di non accompagnare i due amici a funghi ma di aspettarli alla macchina: il ritrovo al piazzale è fissato per l'una e mezzo. Roberto e Massimo si inoltrano nel bosco al Balzo delle Fate: a mezzogiorno e dieci i due sono ancora insieme, uno dietro l'altro. Cinque minuti dopo Massimo devia leggermente dal sentiero e alle 12,20 inizia a chiamare Roberto. «Non lo vedevo più - racconta - Sono bastati cinque minuti perché scomparisse nel nulla. Davvero non riesco a darmi una spiegazione. Eravamo quasi arrivati al sentiero». Che idea si è fatto? «Tutto quello che pensavo si è rivelato sbagliato - afferma Massimo Mungai - perché pensavo che avrebbero ritrovato Roberto già il giorno dopo. E ancora adesso spero possa accadere. Una spiegazione, seppur improbabile, deve pur esserci. Era lì a pochi passi da me. Sicuramente deve aver avuto un malore. Forse ha perso l'orientamento. Magari ha cominciato a camminare ed è finito in un posto difficile da raggiungere. Non riesco a darmi una spiegazione...». E sulle voci secondo le quali qualche amico di Roberto aveva un debito di soldi con lui? «Di questo non so nulla e non ci credo - conclude Massimo - Ho sentito questa cosa solo dopo che Roberto era scomparso».
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