Sicurezza
«Il Pd monetizza la salute dei cittadini»
B.F.
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Linceneritore di Montale ancora al centro di polemiche Comitato per la chiusura dell'inceneritore critico con il segretario dell'Unione Betti
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MONTALE. E' polemica sui vantaggi economici per i territori che ospitano impianti invocati dal Pd di Ferdinando Betti. Il Comitato per la chiusura dell'inceneritore attacca la proposta dell'Unione comunale: «Possibile che non ci siano sussulti di coscienza negli aderenti del partito quando, mentre affermano che l'importante è la salute, chiedono che si stabilisca un prezzo equo per la sua perdita?». La proposta di un aiuto regionale mossa dal Pd sarebbe, agli occhi del comitato, una mera «monetizzazione della salute dei cittadini». E davanti al tentativo di Betti di sgombrare il campo da possibili strumentalizzazioni sull'annuncio fatto (mossa pesantemente criticata dal gruppo), la formazione anti-inceneritore tuona: «Tranquilli, nessun fraintendimento, è ormai assodato che il Pd è disposto a barattare la salute della popolazione in cambio degli affari che si possono fare bruciando». L'elenco delle priorità fatto dal partito democratico sulle previsioni del piano interprovinciale per la gestione dei rifiuti, una sorta di presa di posizione ufficiale varata a metà aprile, ha attirato critiche su quasi tutti i punti. «Non solo propongono di continuare con questo fallimentare sistema, ma addirittura rincarano la dose con il raddoppio dell'inceneritore, senza se e senza ma - scrivono dal Comitato -. Non si sono accorti che tutta l'area di ricaduta è pesantemente avvelenata dalle diossine? Non hanno capito che anche l'acqua e il latte materno sono pieni dei veleni rilasciati nell'ambiente dal loro caro impianto?». Aspre critiche anche per la bocciatura del Pd (anche questa contenuta nella relazione) su un eventuale centro di riciclo a Montale. «Possono spiegare che razza di ragionamento è quello per cui bocciano un tale impianto sostenendo che "...la presenza di altre strutture del ciclo dei rifiuti, pubbliche e private non lo rendono auspicabile"?» scrivono dal gruppo riprendendo le motivazioni elencate dal partito. «Non è che per caso - continuano - vogliono dire che tutte le alternative che si stanno dimostrando valide e virtuose per tanti territori, qua sono respinte perché c'è un inceneritore che deve bruciare ad ogni costo anche perché in questi anni ha macinato tali e tanti debiti che i tre Comuni rischiano la bancarotta?». Per il comitato le posizioni di Betti e della sua squadra non sarebbero altro che un appoggio mirato alla «scelta inceneritorista della Regione Toscana». «Cari "compagni" - concludono dalla formazione cittadina - siete fuori dalla storia e il vostro inesorabile declino ne è una dimostrazione».
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