Attenzione
Cibo bollente anche dalla cuoca
Disprezzo delle elementari esigenze dei bambini
3 MINUTI DI LETTURA
Nella loro consulenza tecnica, i periti incaricati del giudice esplicitano la natura dei maltrattamenti contestati: ceffoni pesanti senza giustificato motivo; modi bruschi e violenti per rimproverare i bambini; bambini strattonati e spinti; utilizzo di tempi molto lunghi per il castigo al buio e in solitudine.
E ancora: «Consistevano in porre i minori faccia al muro, obbligandoli a rimanere seduti isolati dagli altri anche per più di un'ora o mandandoli nella stanza del sonno da soli o nel bagno al buio. Al gioco erano riservati pochi minuti. Per gran parte della giornata i bambini venivano obbligati a restare seduti e fermi. Al momento di andare a dormire ai più grandi veniva ordinato di cullare i più piccoli. I criteri d'igiene erano trascurati o aleatori, venivano imboccati non di rado con lo stesso cucchiaio di un altro e lasciati a lungo con il pannolino sporco».
I consulenti addebitano poi comportamenti attivi ben precisi alla cuoca, in relazione al momento del pasto, anticipato alle 10.30 del mattino per l'esigenza della Scuderi di lasciare l'asilo Cip Ciop per poter andare a lavorare anche nel suo asilo di Quarrata: «Somministrazione forzata di pasti ancora troppo caldi, forniti dalla cuoca, che utilizzava metodi violenti nell'imboccare alcuni bambini. Le maestre e la cuoca costringevano i bambini a mangiare stringendo loro la mandibola per fargli aprire la bocca e quando avevano fretta porgevano loro la minestra ancora calda. In un'occasione avevano preteso che un bambino rimangiasse quello che aveva vomitato».
L'orario dei pasti anticipato - di cui la cuoca non poteva non essere consapevole, dato che li preparava lei stessa - avrebbe messo a serio rischio la salute di uno dei bambini, affetto da diabete di tipo 1: «Il genitore pratica l'iniezione di insulina in tempi errati perché ingannata sul vero orario del pasto, il che ha messo il bambino a rischio di coma iperglicemico e danneggiato organi ed apparati o comunque aumentato il rischio che tali danni potessero verificarsi o possano aggravarsi in futuro».
Il quadro che appare dalla lettura degli atti è, secondo i due ct, quello di un totale dispregio dei bisogni dei bambini «che non si limita alla mancanza di qualunque criterio pedagogico conforme ai principi elementari, come la proposta di momenti di gioco, apprendimento, relazione, motricità, obbligatori in un contesto educativo quale deve essere quello dell'asilo nido, ma di disprezzo delle elementari esigenze dei singoli».
E i periti ribadiscono che «responsabili di tale clima non sembrano essere solo le due maestre arrestate, ma anche gli altri che a vario titolo lavoravano nella struttura o direttamente, come nel caso della cuoca, perfettamente consapevole sia dell'orario di preparazione del pasto, troppo vicino all'orario della prima colazione del mattino assunta a domicilio, per permettere ai bambini di avere appetito, ma anche servito a una temperatura eccessiva, tanto da suscitare in molti dei bambini un vero e proprio terrore del pasto fumante».
E ancora: «Consistevano in porre i minori faccia al muro, obbligandoli a rimanere seduti isolati dagli altri anche per più di un'ora o mandandoli nella stanza del sonno da soli o nel bagno al buio. Al gioco erano riservati pochi minuti. Per gran parte della giornata i bambini venivano obbligati a restare seduti e fermi. Al momento di andare a dormire ai più grandi veniva ordinato di cullare i più piccoli. I criteri d'igiene erano trascurati o aleatori, venivano imboccati non di rado con lo stesso cucchiaio di un altro e lasciati a lungo con il pannolino sporco».
I consulenti addebitano poi comportamenti attivi ben precisi alla cuoca, in relazione al momento del pasto, anticipato alle 10.30 del mattino per l'esigenza della Scuderi di lasciare l'asilo Cip Ciop per poter andare a lavorare anche nel suo asilo di Quarrata: «Somministrazione forzata di pasti ancora troppo caldi, forniti dalla cuoca, che utilizzava metodi violenti nell'imboccare alcuni bambini. Le maestre e la cuoca costringevano i bambini a mangiare stringendo loro la mandibola per fargli aprire la bocca e quando avevano fretta porgevano loro la minestra ancora calda. In un'occasione avevano preteso che un bambino rimangiasse quello che aveva vomitato».
L'orario dei pasti anticipato - di cui la cuoca non poteva non essere consapevole, dato che li preparava lei stessa - avrebbe messo a serio rischio la salute di uno dei bambini, affetto da diabete di tipo 1: «Il genitore pratica l'iniezione di insulina in tempi errati perché ingannata sul vero orario del pasto, il che ha messo il bambino a rischio di coma iperglicemico e danneggiato organi ed apparati o comunque aumentato il rischio che tali danni potessero verificarsi o possano aggravarsi in futuro».
Il quadro che appare dalla lettura degli atti è, secondo i due ct, quello di un totale dispregio dei bisogni dei bambini «che non si limita alla mancanza di qualunque criterio pedagogico conforme ai principi elementari, come la proposta di momenti di gioco, apprendimento, relazione, motricità, obbligatori in un contesto educativo quale deve essere quello dell'asilo nido, ma di disprezzo delle elementari esigenze dei singoli».
E i periti ribadiscono che «responsabili di tale clima non sembrano essere solo le due maestre arrestate, ma anche gli altri che a vario titolo lavoravano nella struttura o direttamente, come nel caso della cuoca, perfettamente consapevole sia dell'orario di preparazione del pasto, troppo vicino all'orario della prima colazione del mattino assunta a domicilio, per permettere ai bambini di avere appetito, ma anche servito a una temperatura eccessiva, tanto da suscitare in molti dei bambini un vero e proprio terrore del pasto fumante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
