«Ricadute pesanti dai tagli dell'Asl»
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Chirurgia a San Marcello Cisl all'attacco: «Iniziamo a intervenire sui costi»
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PISTOIA. «Si ha un bel dire che gli effetti del "buco" di Massa non avranno ricadute economiche, la verità sembra un'altra, fatta di tagli, spostamenti e chiusure». La denuncia arriva dalla Cisl sanità a proposito del taglio di 15 milioni di euro operato dalla Regione nei confronti dell'Asl pistoiese. «Il direttore generale nel proprio intervento, durante il consiglio comunale aperto di Pistoia, ha sostenuto che probabilmente le riorganizzazioni proposte sono state percepite esclusivamente come semplici tagli e non come ottimizzazioni di un sistema come era invece nell'intenzione - scrive la Cisl - Caro direttore non ci convince, vorremo farle una semplice domanda: senza la riduzione dei finanziamenti regionali, avrebbe ugualmente proposto tali riorganizzazioni? Crediamo proprio di no». Per evitare disservizi, secondo il sindacato, bisognerà andare a limare dove possibile i costi, intervenendo in primis su sprechi e cattiva organizzazione, «non agire con misure tampone prese di volta in volta per tappare le varie falle che giornalmente si aprono». La Cisl entra nel merito del «disagio enorme» che provocherà il taglio della chiururgia all'ospedale di S. Marcello. Ma la situazione, dice il sindaco, non è rosea neppure negli altri ospedali: «Attualmente il personale in gravidanza non è sostituito (nonostante accordi sindacali siglati a suo tempo), così come quello in lunga malattia, cosa che crea nei reparti situazioni di tensione e stanchezza. La chiusura dei vari servizi e reparti proposta dalla direzione aziendale alla Conferenza dei sindaci rappresenta ad oggi la cartina di tornasole della sanità in Toscana, dove il "far tornare i conti" è diventata la "mission" di ogni direttore generale». La Cisl ai primi di aprile ha chiesto un incontro urgente alla direzione aziendale ed ha iniziato a fare una serie d'incontri con il personale per cercare di capire le dinamiche lavorative e nel contempo di tranquillizzare i dipendenti. «Ci rendiamo conto - conclude la Cisl - che, a fronte di tagli economici importanti, l'azienda sanitaria e il suo direttore, si trovino un po' con le spalle al muro. Ma perché queste risorse non ci sono? Come mai si applicano, anche qui da noi in Toscana, i tanto famigerati e contestati, a livello nazionale, tagli lineari? Perché la Regione ridistribuisce la quota procapite in maniera minore nella nostra provincia rispetto a realtà a noi vicine?»
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