La manifestazione
Studentesse del Capitini raccontano il loro viaggio ad Auschwitz: «Inquietanti certi rigurgiti xenofobi attuali»
«In quei lager uomini e donne perdevano l'identità»
Beatrice Faragli
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AGLIANA. «Nessuno è uscito dal lager come vi è entrato, diceva Primo Levi. Anche noi siamo tornati a casa diversi, ci sentiamo nuovi testimoni: quelli che porteranno nel futuro gli insegnamenti altrimenti destinati a disperdersi». Piazza della Resistenza ha celebrato così la Liberazione, attraverso la testimonianza degli studenti dell'istituto Capitini. Ieri le giovanissime Marika Banci e Giada Palazzo, immerse nel tricolore italiano e nella bandiera arcobaleno della pace, hanno ricordato il loro viaggio sul "Treno della memoria" alla volta di Birkenau e Auschwitz. «Spazi vasti, sterminati, rigidamente pianificati dai nazisti in una serie terrificante di baracche»: questa l'immagine impressa nella mente e nel cuore delle ragazze e dei loro compagni di scuola. «Anche quelli che ne uscirono vivi - hanno detto le studentesse sui moltissimi ebrei, omosessuali, zingari e prigionieri politici deportati nei campi di stermineo - lasciarono in quei luoghi la loro parte distintiva: l'identità! Mai la crudeltà umana era giunta a tanto». Di fronte all'orrore della Shoah, alla «dimenticanza collettiva» e «al buio della ragione e della coscienza» i ragazzi del Capitini hanno lanciato il loro grido di speranza: «Noi non vogliamo dimenticare». «Siamo qui - ha spiegato Marika dalle scalinate del palazzo comunale - per raccogliere le testimonianze del passato e per vivere consapevolmente il presente nella prospettiva di un futuro di pace: questo è il senso dell'attuale 25 aprile, vissuto con gli occhi dei giovani». Dagli studenti saliti sul "Treno della memoria" lo scorso 24 gennaio, uno sguardo consapevole anche sul presente: «Rigurgiti xenofobi, neonazisti, sono purtroppo un'inquietante presenza dei giorni nostri. Noi li avvertiamo come campanelli di allarme di una società che, forse, ha ancora bisogno di vivere il clima della Liberazione». In una piazza della Resistenza commossa dalla deposizione delle corone in onore ai Caduti per la libertà e avvolta dall'inno di Mameli intonato dal gruppo bandistico "I tigrotti", è arrivato anche l'appello del sindaco aglianese. «Restiamo umani», ha ripetuto Eleanna Ciampolini in ricordo di Vittorio Arrigoni, l'attivista umanitario ucciso a Gaza lo scorso 14 aprile. Il sindaco ha poi voluto donare un pensiero ai popoli che al di là del Mediterraneo ancora lottano per la libertà e «ai fratelli della Palestina». Contro le recenti proposte di modifica costituzionale lanciate dal deputato Pdl Remigio Ceroni inoltre, la Ciampolini ha letto alla piazza l'articolo 1, ricordando le parole di Piero Calamandrei sulla Costituzione italiana: «Deve vedere lontano, non essere miope». Infine il sindaco ha invitato tutta la cittadinanza a partecipare ai referendum del 12 e del 13 giugno. «Libertà è anche partecipazione» ha ripetuto il primo cittadino aglianese.
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