Sicurezza
Qualità nel rispetto delle regole
Luca Giuntini
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A sinistra Luca Santi a destra un operaio della Tessitura Giselda al lavoro ai macchinari dellazienda Dalla Tessitura Giselda di Agliana jeans per le griffe più famose
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AGLIANA. Da esperto maratoneta qual è, per descrivere la situazione del settore tessile Luca Santi utilizza una similitudine sportiva: «Da una parte ci sono le aziende che rispettano le regole del mercato, dall'altra, invece, c'è la concorrenza, italiana e straniera, che delle regole se ne frega. E' come gareggiare in una maratona contro un avversario che parte a pochi metri dall'arrivo». Luca Santi, insieme ai cugini Riccardo e Massimiliano, guida la Tessitura Giselda, azienda terzista con sede ad Agliana specializzata nella lavorazione dei jeans. «Io rispetto le regole perché voglio rispettarle - afferma Santi - Ma perché queste regole non sono uguali per tutti? Sono costretto a confrontarmi con aziende che non pagano le tasse, non rispettano i diritti dei lavoratori e utilizzano una manodopera a basso costo. E' chiaro che il frutto di questa concorrenza sleale genera un abbassamento dei prezzi e una minore qualità del prodotto. Anche per questo motivo abbiamo scelto di specializzarci in un settore di nicchia come quello dei jeans: un settore dove c'è meno concorrenza e dove si può ancora puntare sulla qualità». La Tessitura Giselda aveva cominciato la sua attività lavorando il classico pannetto e cardato pratese. Poi, a metà degli anni Novanta, un po' perché la moda stava cambiando, un po' perché la concorrenza stava diventando troppo asfissiante, si è specializzata nella lavorazione dei jeans. «E' stato un salto nel buio perché abbiamo dovuto ripensare tutta la nostra lavorazione - afferma Luca Santi - Il tessuto del jeans ha bisogno di telai più robusti e strutturati, e soprattutto di un ambiente climatizzato: è molto sensibile all'umidità. Abbiamo privilegiato una produzione di qualità, e adesso lavoriamo per marchi prestigiosi di abbigliamento. La realtà tessile pratese invece si è appiattita sulla quantità e ne ha pagato il prezzo, perché è impossibile battere la concorrenza cinese, oppure quella delle aziende che delocalizzano il lavoro nei Paesi dell'est Europa». Perché il lavoro, nell'ottica di Luca Santi, mantiene anche una valenza etica e sociale. «Deve essere così. Le piccole realtà imprenditoriali vanno difese perché sono il vero motore di questo Paese e perché tengono unito il territorio. E poi c'è il lato etico: troppe aziende spostano la produzione in zone dove la manodopera è a basso costo e i diritti dei lavoratori non vengono rispettati. La politica ha incentivato la delocalizzazione, tranne poi accorgersi, troppo tardi, che la scelta era sbagliata. E sono proprio quelle stesse aziende che hanno usufruito di queste politiche a fregiarsi del "made in Italy". Ma cos'è diventato il made in Italy? Una specie di etichetta, nulla di più. Il cliente invece ha il diritto di sapere cosa sta comprando». La qualità, infatti, per la Tessitura Giselda è la parola d'ordine. «Lavorare per conto terzi significa essere legati, nel bene e nel male, al destino di altre aziende - afferma Santi - E il discorso vale anche per la qualità del prodotto: devono essere i committenti, per primi, a puntare su questo aspetto. L'evoluzione tecnologica che abbiamo portato avanti nella nostra azienda è servita anche a questo. Se non riesci a stare al passo con i tempi sei perduto». L'azienda di Luca Santi c'è riuscita, e, infatti, ha passato indenne la crisi. «Piangersi addosso non serve. Se è vero che la politica ha le sue colpe, perché è rimasta distante, incapace di prestare attenzione ai problemi reali delle imprese - conclude Santi - sono gli imprenditori i primi a doversi rimboccare le maniche e trovare la strada giusta per il rilancio. Per metterci al riparo dai continui aumenti della bolletta dell'elettricità, ad esempio, abbiamo installato un impianto fotovoltaico sul tetto del nostro stabilimento».
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