Toscana
L'acqua pura del Melo l'ingrediente segreto al Rifugio della Saida
Marta Quilici
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Saida Lenzini con il padre Alvaro la madre Maura e la figlia Angelica A destra Alvaro mostra il formaggio mucchino 3 MINUTI DI LETTURA
CUTIGLIANO. Dai famosi "Tortelli del Melo" alla pizza con il formaggio "mucchino": alla Trattoria Rifugio della Saida i sapori sono quelli della Montagna pistoiese. Il locale, caldo e accogliente, sorge al Melo, nel comune di Cutigliano: uno dei tanti gioielli delle nostre montagne. Un paese immerso tra le più belle cime della catena appenninica pistoiese, in cui l'aria cristallina è intrisa di odore di legna tagliata, di profumo del bosco e di caminetti accesi. D'estate è un'oasi in cui respirare aria buona, scappare dal caldo e dallo smog della città, in cui sorseggiare l'acqua fredda e pura che sgorga dalle fontane. È in questo contesto che si inserisce, nel centro del paese, il locale di Saida Lenzini, che, insieme alla sua famiglia, ha saputo dar vita a un luogo accogliente, da 35 posti a sedere, che valorizza le tante specialità e i prodotti tipici del luogo. Il suo locale è dotato anche di tre camere dove i turisti si possono soffermare qualche notte, coccolati da una cucina tipica, da un panorama dominato dalle vette dell'Appennino e da un trascorrere del tempo lontano dalla frenesia cittadina. È il posto ideale, insomma, per sgombrare la mente e rigenerare il corpo. Il rifugio trattoria della Saida, oltre ad essere ristorante, pizzeria e affittacamere, svolge anche il servizio di bar tabacchi, dividendosi così tra luogo di attrazione per i turisti e punto di riferimento per gli abitanti del paese. È infatti aperto tutto il giorno e per tutto l'anno, a parte il giovedì. Ad aiutare Saida nella gestione del locale, ci sono anche i suoi genitori: la mamma Maura Giambi e il padre Alvaro Lenzini, che ha alle spalle 22 anni di esperienza come cuoco alla Doganaccia, «quando la Doganaccia - spiega - viveva i tempi d'oro». Saida Lenzini ha studiato alla scuola alberghiera di Montecatini: tutte le mattine faceva su e giù tra Cutigliano e la Valdinievole. «Mi sono diplomata intorno al '90 - spiega - Nel 1997, poi, decisi di prendere in mano questo locale e di risistemarlo. Prima, nella casa accanto, c'era stato per un po' di tempo un altro ristorante, gestito da miei parenti. Io però ho occupato un'altra ala dell'edificio e l'ho rifatto tutto da capo. Ho cercato di arredarlo in maniera calda e semplice, e anche il nome "rifugio" vuole suggerire un ambiente accogliente e raccolto. Ho fatto anche dei corsi di pasticceria (infatti i dolci sono tutti fatti in casa) e per micologo. Ma il corso più importante è stato a fianco di mio padre. Oltre ai miei genitori a darmi sostegno c'è anche mio marito Romeo, e i miei bimbi Alberto e Angelica, sopratutto come assaggiatori dei miei piatti!». All'inizio il locale puntava solamente sulla cucina. Per dare un'alternativa ai giovani, ma anche per dare un servizio ulteriore ai turisti e agli abitanti del posto, da due anni il rifugio fa anche la pizza. «Il segreto? Una buona farina, il lievito e, sopratutto - spiega Saida - l'acqua del Melo!». Le pizze, stese a mano, vengono preparate in tutti i modi, dalle più classiche alle invenzioni nate dalla fantasia di Saida. La cucina è prevalentemente casalinga. «Famosi - continua Saida - sono i tortelli del Melo di pasta all'uovo, ripieni di ricotta e spinaci. Usiamo il più possibile i prodotti locali: la ricotta, ad esempio, è dell'agriturismo Taufi, poco distante, le verdure sono tutte dell'agriturismo Il Volpino, che mio fratello ha alle Torri di Popiglio, le patate sono del posto, e lo stesso per i frutti del bosco e i funghi. Usiamo anche il formaggio tipico del Melo, che è il "mucchino", fatto con il latte di mucca. Con questo, come con le verdure e i funghi, ci facciamo anche le pizze».
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