Sicurezza
Fondazione assente all’assemblea per l’approvazione del bilancio 2010
Caripit, il futuro in ballo
Fabio Calamati
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La facciata della sede centrale della Caripit in via RomaIvano Paci: confronto aperto con Intesa San Paolo
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PISTOIA. Il bilancio 2010 della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia è stato approvato solo con la firma del socio di maggioranza, la Cassa di risparmio di Firenze. Ivano Paci, presidente della Fondazione Caripit, infatti, non si è neppure presentato all'assemblea dei soci. L'ordine del giorno dell'assemblea prevedeva anche il rinnovo delle cariche sociali per il periodo 2011-2013, ma l'argomento è stato rinviato. È la seconda volta consecutiva che la Fondazione Cassa di risparmio, rappresentante della comunità pistoiese nel capitale della banca di via Roma, fa mancare il suo appoggio al bilancio. Successe anche lo scorso anno: quella volta Ivano Paci si presentò in assemblea e sparò ad alzo zero sulla capogruppo, Intesa San Paolo, accusata senza tanti giri di parole di voler destrutturare l'istituto di credito pistoiese limitandone l'autonomia e risucchiandone le risorse. Proprio alla luce di quell' antefatto il gesto del presidente Paci poteva essere visto come una clamorosa rottura, tanto più preoccupante in quanto è in scadenza il patto di sindacato che dal 2004 conserva in mani pistoiesi il timone della Caripit pur essendo la Fondazione cittadina socio di minoranza. Non solo: sono in scadenza anche gli attuali vertici dell'istituto di credito, a cominciare dal presidente Gabriele Zollo. Invece? «Nessun intento polemico» precisa subito il presidente Ivano Paci. «È che in questa fase abbiamo preferito non partecipare all'assemblea dei soci e l'abbiamo debitamente comunicato prima». Quale fase? «Non abbiamo ancora risolto - continua Paci - alcuni problemi tra noi e la capogruppo Intesa San Paolo. Problemi non tanto di gestione della banca, quanto di assetto futuro: i patti parasociali stipulati a loro tempo stanno scadendo e anche questo fa parte della discussione. Stiamo cercando un nuovo accordo». Le risposte sintetiche del presidente della Fondazione fanno capire che le trattative sono in una fase molto delicata. È forse a rischio la "pistoiesità" della Cassa di risparmio? «No - risponde sicuro Paci - non è in discussione la pistoiesità della banca, intesa come sede a Pistoia, direzione a Pistoia e così via. E, al di là dei nomi, non è in discussione neanche la figura del presidente, che è e sarà pistoiese». La trattativa è difficile: ma quando si prevede uno sbocco? «Spero proprio entro l'estate - risponde Paci - anche se in questo campo non si può mai dire. Poi c'è il fatto che Pistoia è un problema tutto sommato piccolo per un colosso come Intesa San Paolo e anche questa circostanza contribuisce ad allungare i tempi».
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